Arriva un momento nella vita di tutti, o quasi tutti, in cui bisogna lasciare il nido per andare a vivere da soli: chi per studio, chi all’estero e chi in cerca di indipendenza. Ma ci sono delle differenze, a volte non troppo sottili.

La prima volta che siamo andati a vivere da soli è stato per studiare all’estero con il programma Erasmus; salteremo la parte in cui si parla dell’esperienza in sé e di come e quanto ti cambi la vita (magari ne parleremo un’altra volta), ma vogliamo soffermarci sul vivere da soli. Mai fatto prima, quindi non sai nulla. E’ già tanto se prima andavi a fare la spesa da solo. Arrivi ad avere una casa da mandare avanti, di solito con altri nella tua stessa situazione, e capisci subito che non è una cosa su cui ci si prepara prima, ma la impari al momento, step by step.

Hai una borsa di studio con la quale devi vivere da solo, anzi, “sopravvivere” è il verbo più azzeccato, e la devi usare principalmente per affitto, viveri e feste. Inutile dirvi dove andava a finire la parte più sostanziosa della borsa. Quindi, per risparmiare, compri tutte le cose che costano meno senza dare importanza alla qualità (o al gusto): carta igienica un velo – diventavano due quando c’era qualche occasione speciale in cui i tuoi ti versavano qualche soldo sul conto (sempre che quei soldi non finissero nel fondo “feste”) – mais marca Discount di plastica e giallo da colorante, ammorbidente (se lo si comprava) di quello di un profumo e un’efficacia di dubbio gusto, scatolame in generale, tipo tonno in scatola senza la linguetta per l’apertura, pasta marca Parilla, bagno schiuma da 8 litri in confezione risparmio, tante uova, patate e riso (non Scotti) che ti riempiono lo stomaco e costano poco. Per non parlare del vino, di solito un buonissimo aceto novello del ’32.

Insomma, una vita da morti di fame, ma con tanta disponibilità per il divertimento: d’altronde quando hai 20 anni è tutto quello che desideri! Perché seguire consigli di mamma mentre facevate la spesa, tipo “lo sgrassatore non prenderlo Discount, prendilo CIF che funziona meglio, ecco perché costa di più”? Sarebbe stato troppo facile.

Ai tempi la tua unica preoccupazione era raggiungere il Lidl o il Penny più vicino e cercare il prodotto più economico; facevi quasi a gara coi tuoi amici o coinquilini a chi trovava il tonno in scatola che costava meno al kg, a prescindere che fosse in olio di girasole, di oliva o di scarti di grasso di balena.

vivere da soli sopravvivere

Passata questa fase ne arriva un’altra: andare a vivere da soli, ma stavolta davvero, per lavoro, per convivenza, da adulto. Le priorità cambiano, il budget pure. Da quando ti “sistemi” fai la spesa nel supermarket più vicino (non importano molto i prezzi) comprando pasta Barilla, ammorbidente Vernel, mais Bondouelle, sgrassatore CIF e casta igienica ultra morbida 6 veli di cui uno di seta.

Cambiano le abitudini, cambiano le priorità, la disponibilità e lo stile di vita, ma il fondo feste, o “feste”, c’è ancora, eccome! Questa parte generalmente rimane immutata: si continua ad andare nel posto in cui ti vendono 12 chupiti a 8 euro, 24 chupiti a 12 euro o 254 chupiti a 15,99 euro!

Vivere da soli è il segno più tangibile d’indipendenza, perché non riguarda solo l’aspetto economico ma anche logistico: mangi quando vuoi, se fai tardi la sera o dormi fuori non devi rendere conto a nessuno, se non cambi le lenzuola ogni settimana nessuno ti dice niente, se non trovi più la scrivania perché sommersa da tutto tranne che da libri è normale.

È molto raro che si torni indietro dopo aver assaporato la libertà e l’indipendenza del vivere da soli.