Ci risiamo. Sta per arrivare l’estate e tante di noi stanno già pensando, con misto di orrore e spavento, al fatidico momento della prova costume. L’ossessione di non essere all’altezza – fisicamente parlando – ci accompagna, infatti, sin dalla più tenera età. Perché?

Già, perché? Perché accettarsi – spesso, troppo spesso – è difficile, vuoi per un difetto fisico, che poi di solito è un difetto solo ai nostri occhi ma tant’è, vuoi per delle forme generose giudicate superficialmente “fuori-canone”.

Va a finire che ci si sente inadeguate e spesso non finisce lì, perché – purtroppo – il passo verso i disturbi alimentari è più breve di quel che si immagina.

Elisa D’Ospina, modella curvy famosa in tutto il mondo non solo per il suo talento, ma anche per le campagne contro anoressia e bulimia, racconta questo e molto altro in un libro che vale la pena leggere: Una vita tutta curve (Giunti Editore, 158 pagine, 12,90 euro, ebook 7,99 euro) – Dalla passerella all’impegno contro anoressia e bulimia. Una top model fuori misura insegna ad accettare il proprio corpo.

«Da adolescente troppo alta e troppo robusta a top model internazionale. Dalla provincia di Vicenza alle sfilate di Milano, Parigi e New York. Quel mondo algido e inarrivabile, a cui tante ragazze aspirano e che altrettante donne venerano, per Elisa è diventato realtà. Elisa non è una taglia 36 e non si è mai sottoposta a diete punitive o sedute di palestra massacranti per adeguarsi alle misure che il mondo dell’alta moda impone. Anzi, da sempre ha lottato contro costrizioni e pregiudizi e, portando in passerella la sua taglia 48, ha dimostrato che la bellezza non risponde a un unico canone. In sintonia con la “rivoluzione curvy” ha creduto in un nuovo modo di intendere la femminilità e vivere in tutta libertà e serenità il proprio corpo. Dopo qualche porta sbattuta in faccia, il successo vero è arrivato, un successo che le ha permesso di diventare testimonial internazionale dell’impegno curvy. Giovanissima, ha ideato la prima campagna di sensibilizzazione contro la magrezza imposta dal fashion system, che ha fatto il giro del mondo scuotendo profondamente l’opinione pubblica. E, forte del risultato ottenuto, ha continuato a diffondere il messaggio: in tv, sul web, sulle riviste di settore, e ora con questo suo primo libro».

Nel libro, la sua storia: dalle umiliazioni subite in passato, al riscatto personale e professionale.

Elisa D’Ospina ha anche lanciato una petizione su Change.org, per introdurre l’educazione alimentare nelle scuole: «insegnare educazione alimentare nelle scuole – scrive Elisa – permetterebbe ai nostri giovani una maggior coscienza a tavola. In una società afflitta da disturbi alimentari, l’introduzione di corsi specifici permetterebbe, tra le altre cose, di prevenire l’obesità fornendo basi su come alimentarsi adeguatamente. Per questo ho lanciato una petizione per chiedere al Ministro dell’Istruzione a quello della Salute di introdurre nelle scuole superiori un monte ore annuale in cui i ragazzi, assieme ad esperti del settore, possano fare educazione alimentare. In molti istituti ci sono già dei programmi, organizzati su base volontaria da queste scuole, che riguardano la cultura del cibo. Perché non portare questi esempi virtuosi in tutti gli istituti italiani?».

Buona lettura!