Ci abbiamo messo un po’ di tempo prima di riuscire a scrivere questo post su Petra, una delle meraviglie del mondo moderno. Ed è proprio così. Così meravigliosa da lasciarci senza fiato e senza pensieri da poter mettere su carta. Abbiamo però fatto molte foto!

The Treasure – Petra

Durante il nostro ultimo viaggio on the road non ci siamo limitati a vagabondare per Israele, ma abbiamo passato la frontiera e ci siamo addentrati in Giordania. Come perderci l’opportunità di visitare Petra, una delle sette meraviglie del mondo moderno? Quindi con la nostra macchina a noleggio ci siamo diretti a sud fino a Eilat passando per il deserto di Mizpe Ramon, abbiamo lasciato la macchina al parcheggio e abbiamo superato a piedi la dogana israeliana e quella giordana. In Giordania poi abbiamo preso un taxi che, dopo un paio di ore, ci ha lasciati vicino a Petra, a Wadi Musa, dove avevamo prenotato un ostello. Qui, appunto, abbiamo alloggiato in una specie di hotel, il Valentine’s Inn, un nome così romantico che stride completamente con quello che realmente è. Perfetto comunque per le nostre esigenze, con colazione tipica inclusa, ovvero yogurt “greco”, pomodori e cetrioli, caffè e pita. La stanza era piuttosto piccola e un po’ vintage, ma un letto comodo e un water era tutto quello di cui avevamo bisogno. Ah sì, anche una doccia!

The-Treasure

Petra è un sito archeologico della Giordania situato nel sud del paese e, come tutti i siti archeologici protetti dall’UNESCO, si fa pagare per farsi visitare. Come è giusto che sia.
L’entrata per una giornata intera costa intorno alle 50€, ma ne vale la pena! La passeggiata che si deve affrontare per arrivare nell’ampio deserto era un tempo la strada che portava alla città: tutta curve, larga 4 o 5 metri al massimo e immersa nei colori e nelle rocce alte decine di metri per depistare i nemici che volevano attaccarla; è l’unica via per entrare nella città-deserto. I colori, le striature e la luce che si godono in questa passeggiata sono qualcosa di incredibile e ti viene voglia di fotografarne ogni sfumatura (infatti noi abbiamo fatto decine di foto solo in questa strada).

Sentiero-per-entrare-a-Petra

Dopo un quarto d’ora di cammino circa si inizia a intravedere la luce alla fine del “tunnel”, ovvero al termine del percorso si apre una spianata con il primo tempio, il Tesoro (The Treasure), ovvero la tomba del re dei Nabatei; purtroppo questo tempio non è visitabile. Tutti i templi che si incontrano nella città di Petra sono intagliati e ricavati dalla roccia stessa, mentre tutto il resto del paesaggio è privo di vegetazione ma pieno di rocce, sassi e sabbia. I templi sono davvero possenti, si innalzano dal rosso del terriccio al blu del cielo che sovrasta la città con un contrasto notevolmente netto con la sabbia.

Striature-roccia

Ora che lo spazio è aperto e ampio, al contrario della via di accesso alla città, si può iniziare a vagare su e giù per i templi e per i percorsi indicati da alcune segnalazioni. Si incontrano molti cammelli e asini ai quali si può chiedere cortesemente un passaggio a pagamento per raggiungere l’agognato Monastero, la vetta di Petra.

Prima di intraprendere il percorso verso il Monastero si gode della vista di numerosi templi e bancarelle, dove le signore giordane cercano di venderti beni di ogni genere e offrirti dell’ottimo tè beduino. Attenzione che ricordano anche il più improbabile nome (vedi Eride) pur di riuscire a vendere qualcosa.
Proseguendo ci si imbatte in quello che era il centro della città, ovvero un viale una volta colonnato che porta a un antico teatro. Se è relativamente presto, ovvero intorno alle 10 del mattino, potreste godere di questa spianata del teatro vuota.

Teatro-Petra

Colonnato-a-Petra

Oltrepassando il viale si raggiunge un’ulteriore spianata adibita a ristoro: vi sono infatti due ristoranti e dei bagni pubblici, oltre, ovviamente, ai cammelli, agli asini e alle bancarelle con le donne giordane che, anche se diverse da quelle di prima, incredibilmente sanno il tuo nome.

La sensazione di stanchezza inizia a pervaderti solo guardando la mappa, che segnala le due ore e mezza che mancano fino alla vetta ma, alzando lo sguardo, intravedendo il percorso da affrontare, tutto si azzera e le gambe iniziano da sole a indirizzarti verso il sentiero da seguire. Non ci sono aggettivi adeguati a descrivere il paesaggio che si gode salendo piano piano. Quei colori, quella luce, quelle ombre e quel profumo sono davvero unici. Ogni goccia di sudore vale la pena; il gioco vale la candela, o meglio, la fatica vale la vista. Eccome!

Panorama-durante-la-salita---Petra

E finalmente il Monastero!

The-Monastery-Petra

Incredibilmente grande, immenso, possente e intimidatorio. Uno spettacolo nella e della natura. Sì, perché come detto prima, il tempio è ricavato e intagliato nella montagna, quindi parte integrante dell’ambiente.

Sorprendentemente non è stata questa la parte che ci siamo goduti di più, ma il paesaggio naturale dall’alto. Immenso e incontaminato, tranquillo e naturale. Bellissimo! Soprattutto perché eravamo praticamente gli unici, dal momento che era ancora abbastanza presto (siamo entrati a Petra alle 8!). La tranquillità che abbiamo provato lassù ci è rimasta dentro per qualche giorno.

Panorama-in-cima-a-Petra

Non c’è da meravigliarsi se Petra è una delle sette meraviglie del mondo moderno!
Se siete stanchi dei weekend in qualche capitale europea, visitare Petra è l’opzione giusta!