Questa settimana facciamo un viaggio nelle terre d’Oriente, accompagnati da Gianluigi Perrone, giornalista, produttore, sceneggiatore e blogger di Bestmovie.it.

Prima, attraverso un dettagliato diario di viaggio, ci porta a braccetto nelle atmosfere di Bangkok, alla scoperta delle location più celebri sfruttate da Hollywood, con particolare attenzione ai luoghi in cui Nicolas Winding Refn ha ambientato il suo Only God Forgives. Poi, ci fa volare a Pechino, dritti al Beijing Film Festival: tra gli ospiti dell’edizione di quest’anno c’era anche il regista Oliver Stone, e il suo intervento ha fatto discutere non poco…

 

Bangkok Loco – Sulle orme di Only God Forgives

[…] Chi volesse emulare la mia esperienza non deve far altro che seguire questo diario di viaggio. Bangkok è una città molto simile a Hong Kong, per la struttura e i colori, piena di insegne che conferiscono alla città quelle tinte turchesi, violetto, giallino, verde pisello che influenzano anche il vestiario e addirittura le tinte dei capelli dei suoi abitanti. […] Seguendo le orme di Only God Forgives non si può non imbattersi nei quartieri a luci rosse. Osservando Bangkok si riesce a comprendere un po’ meglio l’ambientazione del film di Refn. (per leggere il post completo clicca qui)

Il Beijing Film Festival e le belle statuine: ovvero quando Oliver Stone si arrabbiò con Mao

[…]Ospite, tra gli altri insieme ad Alfonso Cuaron, Jean Jacques Annaud, il regista americano Oliver Stone. […]Notoriamente rivoluzionario, polemico e bastiancontrario, Spike Lee… scusate, Oliver Stone ha detto l’indicibile. Non solo ha pubblicamente accusato il governo cinese di rendere impossibile le coproduzioni per via di una eccessiva chiusura contenutistica, ma ha fortemente criticato la natura propagandistica che rifiuta di fare i conti con la Rivoluzione Culturale. (per leggere il post completo clicca qui)