L’Italia famosa nel mondo per l’unicità del gusto di deliziosi manicaretti che, di regione in regione, disegnano un percorso di sapori, andando a proporre specialità gastronomiche che restano nelle memorie anche dei palati più difficili, come i migliori piatti mai assaggiati prima.

L’Italia famosa per i suoi paesaggi mozzafiato che dai mari alle montagne, attraverso i suoi laghi e i suoi fiumi, svela all’occhio del turista immagini dai colori vividi, che difficilmente verranno dimenticate da chi prima, non conosceva gli odori delle nostre terre; e poi l’Italia di un popolo conosciuto per il suo calore, che accoglie il turista e lo immerge nel proprio Paese, facendogli assaporare l’autenticità di questa gente famosa per la sua generosità.

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Christine Smallwood, food traveller writer britannica, racconta questa Italia in 3 libri (il terzo è in lavorazione) che, attraverso l’occhio di una straniera che ha imparato ad amare il nostro Paese, descrivono un nuovo modo di vivere, mangiare e viaggiare. Un modo diverso di spiegare il Belpaese a chi non lo conosce, attraverso le caratteristiche che non devono mai mancare in un viaggio: il cibo, i posti e le persone come quinta essenza di un’intera cultura. Christine, direttore creativo di “Appetites for Europe”, svela i segreti di Umbria e Puglia e si appresta a fare lo stesso con la Lombardia, in pubblicazioni che hanno riscosso successo dall’Australia agli Stati Uniti, permettendo al popolo anglofono in tutto il mondo di conoscere una parte del nostro Paese meno famosa, ma ricca di risorse. Ricette e storie di parte del Belpaese, raccontate da chef, ristoratori e altre persone incontrate da Christine nel suo viaggio attraverso il gusto.

Per me che vivo a Londra, è meraviglioso conoscere un’inglese che ama, apprezza e promuove nel mondo le bellezze del mio Paese e sono curiosa di conoscere questa energica donna dalla risata contagiosa e gli occhi di chi vuole sempre scoprire di più. Incontro Christine in un caffè di Camden Town e con i due nostri caffè “americano” tra le mani iniziamo una chiacchierata piacevolissima alla fine della quale ammetto che avevo l’acquolina in bocca e una certa nostalgia e non solo delle leccornie nostrane…

Mi chiedo.. come nasce l’idea di queste due pubblicazioni?

“Lavoro come Food Traveller Writer e quindi cerco di raccontare ai miei lettori le località in cui mi dirigo, attraverso quello che ritengo essere uno degli aspetti più importanti e interessanti di una cultura: il cibo. Sono infatti convinta che attraverso una ricetta, il modo in cui è preparata, servita, posta nel piatto, si possano capire molte cose della persona che vi è dietro, che spesso vuol dire conoscere una cultura, i segreti di un territorio, l’amore per la propria terra. Quando il mio editore mi ha proposto di scrivere del vostro Paese, non mi sono fatta sfuggire l’occasione. Amo l’Italia e credo che qui siano custodite tra le ricette più preziose al mondo. A prescindere dagli ingredienti, una ricetta gustata in una trattoria, piuttosto che in un ristorante o in un enoteca in Italia, manifesta l’amore, la cura e l’entusiasmo con cui è stata preparata. È fantastico ed entusiasmante, amo questa cosa”.

Umbria, Puglia e Lombardia sono le tre regioni con cui hai iniziato questo percorso di racconti…

“L’Umbria, che conoscevo abbastanza bene, è stata la prima regione che ho esplorato. La Puglia che adesso è molto più conosciuta, non è tra le prime regioni del sud che gli stranieri tendono a voler scoprire, così, seguendo i consigli dei miei amici, ci sono andata e dopo poche ore ero già certa che la scelta fosse quella azzeccata. Ora sono sul territorio lombardo che nel nord è solo una delle regioni ricche di tradizioni gastronomiche e sapori che, come sto scoprendo, non ha nulla da invidiare ad altre regioni”.

C’è qualche esperienza particolare fatta durante la tua permanenza in Italia che ricordi con piacere?

“Forse posso dire che una delle cose di cui vado più orgogliosa è il “gemellaggio” che è nato tra un fantastico festival del cibo pugliese e quello tra i più famosi del mio Paese. Era il 2009 quando sono stata invitata in questo festival “Divingusto” a Ceglie Messapica, dove Giovanni Marangi, l’organizzatore, mi chiese di portarlo al miglior festival di cibo in Inghilterra. Così il settembre successivo ci siamo incontrati ad Abergavenny in Galles, dove abbiamo avuto la possibilità di confrontarci sulle specialità locali e non solo, e che da allora grazie al connubio nato tra queste due gemme del panorama internazionale di festival gastronomici, ha portato avanti un progetto entusiasmante. Nel luglio 2011 infatti è stata la volta dell’organizzatore del festival di Abergavenny di prendere un aereo Londra-Bari. Insieme a specialità tipiche del Galles, lo chef Antonio Carluccio e una troupe della BBC, siamo stati ospiti a Ceglie Messapica per quello che sarebbe poi diventato un vero e proprio scambio culturale gastronomico. Un esempio concreto di come cibo e vino possono unire culture diverse e non solo, intorno a un tavolo.”

Italia e Inghilterra.. C’è una differenza di “concetto” del cibo?

“L’Inghilterra è ricca di tradizioni da scoprire e assaporare, da nord a sud è possibile esplorare il territorio attraverso fantastiche ricette. Ciò che è diverso è probabilmente un certo “approccio” al cibo. In Italia il cibo è al centro della giornata e questo è un aspetto di una certa cultura che nel mio Paese è diversa. Poi c’è da dire che anche da noi si inizia ad avere un’attenzione maggiore verso il mangiare sano e scegliere ingredienti piuttosto che altri, un’attenzione che non è sempre esistita probabilmente”.

Anche tu parteciperai all’Expo 2015 di Milano…

“Credo che sia molto importante partecipare a questo evento e io non vedo l’ora di essere lì. Avere la possibilità di confrontarsi con altre voci rispetto a temi importanti come nutrizione, cultura del cibo, il futuro che ci aspetta e lo spreco delle risorse del nostro pianeta è una priorità e un’occasione assolutamente da non perdere. Spero che altre realtà della società anglofona nel mondo non perderanno l’occasione di partecipare, sarebbe un peccato”.

Al momento stai lavorando al terzo libro, “An Appetite for Lombardia”…

“Sì, sto scoprendo il territorio lombardo dove ci sono delle realtà gastronomiche meravigliose, dai formaggi dal gusto forte e deciso ai vini così diversi da quelli del sud. L’Italia e la sua gente è una parte di mondo che andrebbe promossa di più: il vostro cibo, il vostro calore, l’arte e la natura che avete la fortuna di possedere, sono cose da preservare, promuovere e diffondere”.

Christine, a te piace cucinare?

“Io amo cucinare. Le ricette contenute nei miei libri le ho provate tutte, almeno una volta. Non credo sarebbe possibile scrivere di cibo senza amare il fatto stesso di cucinarlo. Il mio per il cibo, è un amore totale”.

Passione per il viaggio, desiderio di conoscere e amore per la gente sono gli aspetti che Christine Smallwood con forza trasmette nei suoi libri. Non semplici libri di ricette, ma consigli di viaggio attraverso la cultura di un territorio, i profumi, i sapori ed i colori che non troverete in nessuna altra guida.

Potete acquistare “An appetite for Umbria, the people the places, the food” e “An appetite for Puglia, the people the places, the food” su Appetiteforitaly.com.