La prima volta che ho sentito parlare di Etsy fu tre anni fa, davanti a un bicchiere di vino bianco in un bar dalla cortese gestione cinese mentre intervistavo una giovane sarta per un giornale di zona di Milano. Mi sembrò un’innovazione straordinaria: l’e-commerce degli inizi non era adatto all’artigianato e fino a quel momento i giovani creativi italiani avevano potuto appoggiarsi solo al circuito del mercatini dell’hobbistica per vendere legalmente i propri manufatti senza spendere cifre esorbitanti, altrimenti avevano sfidato la sorte e la legge occupando abusivamente qualche angolo di città. In alcune zone d’Italia i mercatini si svolgono frequentemente e a prezzi ragionevoli ma il raggio di vendita è proporzionalmente limitato mentre l’affitto di uno spazio nei mercati più importanti è molto costoso. Come raggiungere il maggior numero di clienti senza troppe spese?
Abbiamo la fortuna di essere cresciuti con internet e poter raggiungere ogni angolo del mondo con la grande rete. I social network hanno rotto le barriere e ci hanno dato la possibilità di interagire facilmente con persone agli antipodi del mondo (e io che da adolescente mi sentivo all’avanguardia con mIRC e le nostre piccole chat).

Ma il passaparola non basta.

Con il tempo l’aspetto commerciale di internet ha preso più spazio e ultimamente, relegando eBay alla compravendita di beni usati, vintage o da collezionismo, la maggior parte degli artigiani si è affidata a canali specializzati e il più noto è il già citato Etsy (di cui ho parlato anche qualche mese fa). Qui l’iscritto può dare vita al suo negozio virtuale e caratterizzare il proprio profilo con descrizioni e preferenze che rendono meno fredda la trattativa digitale e avvicinano il cliente al venditore. Inoltre i costi contenuti (nessuna quota di iscrizione e commissioni basse per inserzioni e vendite) lo hanno reso alla portata di tutti.

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 Ma non è finita, perché la fusione tra e-commerce e social è in continuo sviluppo: proprio da un team di giovani menti italiane sta prendendo vita Adsterr, un nuovo modo di concepire il commercio in modo social.

In questo nuovo mondo ci saranno molte funzioni aggiuntive infatti si potranno condividere opinioni ed esperienze, creare gruppi d’acquisto e molto altro (non ultima la possibilità di trovare lavoro proprio grazie al contatto con le aziende). Come spiegano bene gli ideatori, lo scopo è permettere di “dialogare ed instaurare rapporti di fiducia tra i consumatori e brand”.

Fin da ora utenti e merchant possono pre-registrarsi inserendo semplicemente il proprio indirizzo di posta elettronica nella pagina www.adsterr.com.

Aspetteremo il lancio, previsto per settembre, per poter testare tutte le sue potenzialità.

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