Oggi si apre a Torino il Salone Internazionale del Libro, l’appuntamento più atteso dell’anno per editori, professionisti del mondo editoriale, intenditori, appassionati di libri, meno appassionati e curiosi. Una cinque giorni che fa dimenticare per un attimo la crisi in cui versa il settore ormai da tempo.

Nonostante la folla che si riversa al Salone ogni anno (nel 2012 si è registrata una crescita delle visite del 4-5%), il problema per gli editori in Italia rimane sempre lo stesso: un bacino di lettori che ogni anno si restringe e la conseguente decrescita delle vendite. Ma di questo troverete discussioni, polemiche e discorsi scritti e orali anche altrove. Passiamo a cose più interessanti.

Sono molte le idee che, nonostante tutto, vengono messe in campo per arginare il deflusso negativo e per tentare in qualche modo di attrarre nuovi lettori e promuovere la lettura. Qui vi racconto un esperimento molto carino.

Al Salone ci sarà un incontro dedicato a quella che è stata soprannominata la twitteratura (#twitteratura). Per qualche dettaglio in più su tempi e luoghi guardate qui.

#twitteratura e #Leucò è un progetto, molto ben pensato, organizzato dall’associazione Cesare Pavese che ha deciso di creare un nuovo coinvolgimento dei lettori attraverso twitter. Uno stimolo diverso e interattivo, dato dalle peculiarità del mezzo, che permette di attrarre l’attenzione verso un classico della letteratura, quale Dialoghi con Leucò #Leucò, che ben si presta a essere al centro di un dibattito su social. Per chi non lo avesse letto, si tratta di un piccolo libriccino che raccoglie una serie di dialoghi inventati tra personaggi del mito assai noti, come Medea, Giasone, Ulisse, le Nuvole e compagnia cantante.

Si affrontano temi universali: i temi del mito, i temi filosofici, la vita, la morte, l’amore, l’amicizia e tutto il resto. Cose a cui ciascuno di noi difficilmente è estraneo, insomma. Ogni dialogo si chiude in poche pagine e si può leggere in autonomia rispetto agli altri.

I lettori sono stati chiamati a raccolta. A loro è stato chiesto di farsi ispirare dal testo per mandare foto, immagini, video, parole, frasi, articoli e qualsiasi altra cosa che in qualunque modo potesse richiamare il testo di Cesare Pavese.

Il risultato? Una valanga (20 mila tweet per 400 utenti, dal 14 gennaio al 4 aprile 2013) di immagini, fotografie, citazioni, video, richiami filosofici e letterari ai miti. Tutto in una brulicante associazione di idee.

Scusate, ma la cosa mi diverte! Insomma, tutti sono stati invitati a far partecipe la “comunità” delle proprie “perversioni” mentali magari strampalate, belle, poetiche, sognanti, riflessive e nostalgiche. Un vero fiume in piena di idee.

La cosa più sorprendente è che molti di quelli che hanno partecipato, non avevano mai letto il libro e hanno colto l’occasione per farlo secondo i tempi dettati dal gioco che si era aperto su twitter (si chiedeva la partecipazione al contest su un capitolo/dialogo per 3 giorni e poi si passava al successivo utilizzando nuovi hashtag e nuovi temi).

L’associazione culturale Cesare Pavese ha deciso di giocare. Si è sfrondata di una serie di remore e pudori intellettuali (per non dire intellettualistici) nei confronti di Dialoghi con Leucò e l’ha resa un’opera viva oggi, anche per modalità di comunicazione.

È stato, a mio parere, un bel modo per mettere in contatto il lettore con l’editore, ma soprattutto un bel modo di pensare, riflettere e diventare creativi.

E se si potesse fare anche con altri libri e trovare un modo divertente e giocoso di “leggere”? Allora editori, sintonizzatevi e avverate i miei malati desideri!

Un classicone: l’Inferno di Dante. Come direbbe Mark Twain “peggiore per il clima, ma migliore per la compagnia” (citazione revisited). Come lo immaginate? E le previsioni meteo cosa dicono? Chi ci vorreste incontrare? Quali peccati verrebbero puniti? E chi sarebbe il custode di ciascun girone infernale? E la foto di un falò sulla spiaggia, potrebbe ricordare le fiamme dell’inferno dantesco?

Un meno classicone: In viaggio con Erodoto di Ryszard Kapuscinski. Con quale libro viaggereste oggi? Sulle orme di chi? Cosa potreste raccontare dei posti che visitate, con le parole di un altro autore? E se vi trasferiste da un luogo all’altro con il traghetto e vedeste qualcosa muoversi in mare, pensereste a Moby Dick? Fate la foto e twittatela eventualmente. Sarà come vedere gli Ufo.

Intanto io alla #twitteratura ci credo, e voi?