“Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia”

 

Scrisse così Nazim Hikmet nei versi della poesia “La vita non è uno scherzo”. Poeta, scrittore e drammaturgo: un uomo capace di attraversare il senso del dissenso, la ribellione, il carcere e la durezza dell’esilio, traendo forza e malinconia dallo spirito tormentato nella lontananza da una casa ormai sogno fievole nella trama delle parole.

Oggi, 20 giugno 2013, si celebra la Giornata mondiale del rifugiato. Grazie a un progetto in collaborazione con le Nazioni Unite il fotografo americano Brian Sokol briansokol.com è riuscito a penetrare nello sconfinato sentimento di moltissime persone, profughi incontrati in Siria, Sudan: nel luogo in cui la guerra apre il divario di una coscienza spaccata per sempre.

Grazie agli scatti percepiamo lo sconvolgimento improvviso generato dai migliaia di conflitti che ogni giorno continuano a accadere nel mondo, quando i soldati irrompono nella tranquillità della notte per costringere, con la forza del sangue e della paura, alla fuga.

Tu cosa porteresti con te?

C’è una pentola, abbastanza piccola per essere trasportata e abbastanza grande per cucinare un pasto a tutta la famiglia; un cellulare, i braccialetti preferiti. Le bottiglie vuote da riempire col bene più prezioso del deserto: l’acqua. Ci sono i figli. Le chiavi di una porta che forse non si riaprirà più.

Secondo Antonio Guterres, Alto Commissario Onu per i rifugiati (Unhcr), il 2012 ha registrato il numero più alto di persone sfollate dal 1994, anno del genocidio ruandese e della guerra nella ex Jugoslavia. Nel 2012 oltre 45,2 milioni di persone sono state costrette a abbandonare la propria casa: una persona ogni 4,1 secondi.

Per sostenere la campagna UNHCR a favore dei rifugiati

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