Come nelle migliori famiglie, anche qui a Paper Project, durante queste tradizionali ferie tra Natale e Capodanno ahimè già concluse, s’è mangiato e bevuto allo sfinimento, donne, uomini e blogger senza alcuna distinzione.
Rivediamo quindi in chiave ironica, allegorica e simbolica le varie fasi di pranzi e cene che hanno ingrassato talmente tanto i nostri polpastrelli da render ora faticosa la scrittura anche di una semplice email.
E chi se non la Settima Arte poteva accorrere con maggior efficacia e potenza visiva a descrivere nel più fedele dei modi le nostre luculliane e lussuriose scorpacciate?
Bon appetit, mes amis!

Accoglienza

Come galateo comanda, non esiste buona cena se non c’è prima una giusta accoglienza dell’ospite. Perlopiù zie, cugini e amici stretti in quest’Italia in crisi, aggrappata ormai alle sole proprie radicate tradizioni.
Capita però -vi sarà di sicuro accaduto- che il pasto assuma sembianze surreali sin dall’inizio, a causa di battute, imbarazzi o semplicemente apparecchiamenti particolari dove gli ospiti vengono invitati a prender posto… come in un mondo sottosopra, dove il cibo è tabù e si mangia seduti su dei water…
[Esegue Luis Bunuel in “Il fantasma della Libertà”]

La preparazione

Donne ai fornelli e uomini a conversare, oggi alcune ferree regole del passato sono state messe in discussione e qualche coraggioso ha iniziato a far capolino tra le mura della cucina, non senza sguardi perplessi del gentìl sesso. Ma quando si tratta di preparare una cena francese, il tocco delicato e preciso di una donna difficilmente potrà mai essere adeguatamente sostituito…
[Esegue Gabriel Axel in “Il pranzo di Babette”]

Aperitivo

Il personaggio più frequente a questo tipo di ritrovi è il tipico saccente-onnisciente dell’antica e nobile arte culinaria che, noncurante del completo menefreghismo degli altri commensali, si prodiga in lezioni arroganti e non richieste sulle varie portate che inondano la sala… o sul come bere e mangiare nel modo più corretto una tal bevanda o pietanza. Si presta particolarmente a questo ruolo la snobista classe borghese, qui irrisa grazie a un Martiny dry dal sempre irriverente Bunuel…
[Esegue ancora Luis Bunuel, ma in “Il fascino discreto della borghesia”]

La preghiera

Fin a quando a innalzare il tradizionale ringraziamento al Signore per il cibo presente a tavola e la splendida compagnia è il cugino sacerdote o la nonna, tutto ok. Se invece siete a cena dalla famiglia della vostra Lei, il cui padre non vede l’ora di testare la vostra fede e le vostre rette abitudini, allora forse qualche problemino potrebbe arrivare…
[Esegue Jay Roach in “Ti presento i miei”]

Dilemmi e fraintendimenti ricettari

Quasi tutto è pronto, i commensali hanno già cominciato a servirsi e ingozzarsi, ma nel dietro le quinte c’è ancora qualcuno tutto preso nella conclusione delle ultime portate. Poraccio, solo soletto tra fuochi e odorini invitanti, mentre il resto della compagnia è in sala a ridere sguaiatamente con la bocca piena. E con un’amletica domanda in testa! Cosa mai intendevano quando han detto che l’ultimo piatto da preparare avrebbe dovuto restituire il “calore tipico della festa del Grazie”?!…
[Esegue, semplicemente, “Boris”]

Reazioni fisiologiche

Va da sé, ogni buon pranzo o cena che si rispetti, se consumato senza freni e inibizioni, porta a conseguenze fisiche ben immaginabili ma che variano in odori, rumori e intensità a seconda dei soggetti interessati. Se quindi magari vostra sorella non mostrerà segni di cedimento, al vostro fianco il nonno sovrappeso o l’amico particolarmente sensibile potrebbero non riuscire a contenere il concerto digestivo che sta allegramente prendendo vita all’interno della loro regale panza.
Ma nessun problema, in questi casi! Sfogarsi nel modo più completo e liberatorio porterà a gratificanti sensazioni che consentiranno di continuare il pasto senza ulteriori complicanze, ricordando inoltre che per gli antichi romani certi rumori, emessi dai due maggior orifizi, eran sintomo di gradimento del cibo appena consumato… e poco male se l’epilogo poteva essere addirittura mortale (spoiler!)
[Esegue Marco Ferreri in “La grande abbuffata”]

Conversazioni a tavola

Si sa, le grandi rimpatriate natalizie hanno il pregio e il difetto di rimetterci di fronte su base annuale facce e persone di cui durante il resto dei mesi non si avevano avuto notizie.
Ma voi come reagireste se il vostro sobrio zietto acquisito, e ormai in là con gli anni, vi rispondesse così mentre state scherzosamente giocando con lui a tavola?
[Esegue Pier Paolo Pasolini in “Salò o le 120 giornate di Sodoma”]

Scandali e antipatie

In alcune famiglie particolarmente “aperte” e numerose capitano di quanto in quanto atteggiamenti promiscui che la morale e la fedeltà non riescono a frenare, o vendette sentimentali servite fredde, inevitabili conseguenze di reazioni a catena spesso esagerate o plateali… avete presente le più classiche tra le scenate in pubblico? Ecco, a volte s’è andato anche molto oltre a una semplice sfuriata… tipo organizzare una cena speciale a base di cadavere ben cotto e speziato del proprio amante ucciso, al marito malvagio e assassino. A voi il compito di scoprire quale parte sarà imboccata per prima…
[Esegue Peter Greenaway in “Il cuoco il ladro sua moglie l’amante”]

Dessert

È giunto il momento del dolce. L’addome s’è già gonfiato fin troppo ma il piccolo spazietto -più mentale che fisico, va detto- per l’agognato e goloso dessert sembra esserci ancora. Può però capitare di mangiare un qualcosa che non si conosca, ad esempio una “Sacher torte“, tu che sei originario di Pizzo Calabro. Attenzione in questi casi ad esplicitare i propri pensieri: il cugino maestrino e rompipalle di turno replicherebbe puntuale, polemico e accusatorio… continuate a farvi del male allora!
[Esegue Nanni Moretti in “Bianca”]

Gran finale

Siete ormai sazi, lo stomaco completamente riempito, quasi ai limiti del conato. Ma arriva poi quella lontana zia che da piccoli vi regalava sempre il solito paio di calze di cotone perché eravate “sportivi”, porgendovi una timida e innocente mentina per completare al meglio la vostra maratona culinaria.
Come rifiutare, direste, è così piccola e invitante?
Ma gli effetti sul vostro corpo così già messo a dura prova, signore e signori miei, potrebbero non essere così irrilevanti… da sostituire a piacimento con la classica merenda post-pranzo o con la colazione della mattina successiva, a seconda delle tradizioni di famiglia…
[Eseguono i Monty Phyton in “Il senso della Vita”]

Cin cin!