Se pensavate avessi abbandonato questo spazio per tuffarmi in un mare di divertimento, spiagge, vacanze e feste epocali, vi sbagliate di grosso.

C’è stato di mezzo un trasloco snervante che non mi ha certo impedito di restare aggiornata sulle novità del palinsesto estivo, grazie soprattutto alle dritte di un’altra papera, Martina.

In questa estate quantomeno atipica, infatti, sembra esserci una vera e interessante novità nel panorama delle serie tv.
Si tratta di The Knick, medical drama diretto da Steven Soderbergh che ha come protagonista lo straordinario Clive Owen.

the-kninck-drama

Lo show, che ha debuttato lo scorso 8 agosto sul canale Cinemax, è ambientato nella New York del 1900 e segue le vicende che ruotano intorno al Knickerbocker Hospital. Nel reparto di chirurgia dell’ospedale, chiamato “The Knick”, si lavora senza sosta per sperimentare nuove tecniche chirurgiche. I risultati sono spesso deludenti, tanto da portare al suicidio il Dott. Christiansen. A sostituirlo sarà il suo protetto, il Dott. John Thackery: un medico brillante, capace e pronto a testare procedure sempre più innovative.
L’uomo affronterà la sua dipendenza dalla cocaina e le nuove responsabilità che gli verranno affidate, compresa la gestione del rapporto lavorativo con il Dott. Algernon Edwards, chirurgo di colore promosso a vice primario da Cornelia Robertson, figlia del principale gestore del Knickerbocker Hospital.

Clive Owen è stato scelto per interpretare il controverso John Thackery, personaggio ispirato alla figura di William Stewart Halsted, chirurgo statunitense.
Nel cast anche Eve Hewson, figlia di Bono Vox e Ali Hewson, nei panni di una giovane infermiera. Tra gli altri, spiccano i nomi di Michael Angarano, Eric Johnson e André Holland.

Non ho intenzione di mentire: appena mi hanno suggerito di parlare di The Knick, nella mia testa si è accesa una luce al neon gigantesca con la scritta “Clive Owen”. Un nome come questo è quasi sempre una garanzia, per questo ho guardato il primo episodio quasi senza conoscerne la trama. A scatola chiusa.

clive-owen-medical-drama

E ho fatto bene: la serie, sopratutto nella prima puntata, si presenta come “l’anti-medical drama” cui siamo abituati.
Dimenticatevi Grey’s Anatomy, non pensate di paragonarlo a Masters of Sex o Dr. House perché The Knick è tutta un’altra storia.
C’è la medicina, quella vera, non condita da intrighi e pettegolezzi da sala operatoria.
C’è il dramma, quello personale di Thackery, che combatte contro la sua dipendenza, e quello di Edwards, in lotta contro un mondo che rifiuta di accettarlo.
C’è la storia, con una New York cupa e piovosa a fare da sfondo alla costante ricerca della novità, della speranza, da ottenere anche a costo di sacrificare alcune vite umane.
C’è il progresso, che passa in questo caso dal “teatro operatorio”, nel quale si alternano scene cruente ma non esasperate.

The Knick non cerca di stupire lo spettatore sparando tutte le sue cartucce nel primo episodio. Lo show vuole piuttosto accompagnarlo, aiutarlo a calarsi in una realtà così lontana eppure così affascinante.
Inutile dire che Clive Owen interpreta in maniera eccellente quello che dovrebbe essere il personaggio di punta della serie: eclettico, tormentato e apparentemente schivo, il Dott. Thackery passa dalle citazioni shakespeariane ad interventi chirurgici (per l’epoca) d’avanguardia con una facilità estrema. Potrebbe eclissare il resto del cast, ma questo non accade.
Già dalle prime due puntate si capisce che The Knick è uno show modellato essenzialmente sul protagonista, senza però tralasciare le storyline parallele degli altri membri del cast.

the-knick-storyline

Colonna sonora e costumi meritano senza dubbio una menzione speciale. La composizione delle musiche è affidata a Cliff Martinez, già autore di numerose colonne sonore nelle pellicole di Soderbergh e capace di regalare alla serie un’atmosfera quasi moderna, nonostante il periodo storico di riferimento.
In The Knick c’è anche tanta accuratezza per quel che riguarda il vestiario: se gli stivaletti bianchi di Thackery non sono ancora un cult è solo questione di tempo, datemi retta.
Soderbergh è riuscito (finalmente) a portare in tv un medical drama nuovo. Un prodotto sanguinolento ma non splatter, sicuramente audace e pretenzioso ma capace di raccontare il progresso medico sotto un diverso e interessante punto di vista.

Se avete ancora qualche dubbio, guardate il trailer dello show: