Siamo tutti figli delle stelle e siamo tutti affezionati a una particolare decade: i nati negli anni ’70 come me, ad esempio, hanno brillantemente superato Candy Candy, sono stati sollevati di peso dal tornado di paninari e Duran Duran degli anni ’80 e si sono poi posati con dolcezza sulle camicie grunge dei primi anni ’90, quando Kurt Cobain era un maestro di stile e i telefoni erano ancora attaccati al muro.

Nostalgia canaglia, diceva qualcuno. Eh sì, nostalgia canaglia. Di un Calippo Fizz mangiato sulle spiagge dell’Adriatico, di una balera, di una giacca a vento XXL, perché una volta l’importante era che i vestiti tenessero caldo.
Tutto bello, bellissimo, ma cosa succederebbe se fossimo costretti a vivere e rivivere la stessa decade per tutta la vita? Dal 1980 al 1989 e poi ancora dal 1980 al 1989, per dirne una, in un ciclo continuo finché morte non ci separi?

Walter Fontana nel suo nuovo romanzo, Splendido visto da qui (Giunti Editore, pp. 288 – euro 14 – eBook 8.99 euro), ce ne dà un assaggio. E che assaggio!
«Futuro prossimo. Un mondo diviso in Zone militarizzate. Queste Zone sono: anni ’60, anni ’70, anni ’80, anni ’90, anni Zero. Milioni di persone inebetite e felici vivono a ripetizione sempre nello stesso decennio, perfettamente ricostruito. Quei libri, quei film, quelle notizie, quella tv, quei prodotti, quel fantastico vecchio modo di vivere che si ripete in continuazione. Niente ansia del futuro e, per sicurezza, niente futuro del tutto.
È vietato passare da una Zona all’altra. Chi ci prova fa una brutta fine. Il transito è riservato a militari e addetti ai servizi. Tra questi Leo, uno spazzino. Lo spazzino è un lavoro delicato, perché dai rifiuti si deduce come vive la gente. Una carta di chewingum sugarfree 2009 trovata a Settanta vuol dire contrabbando. Leo è un tranquillo servitore della dittatura, segnala anomalie, non vuole rischiare. Una notte però trova nella spazzatura qualcosa realmente fuori luogo: Maia, una bella ragazza nata a Settanta, in fuga dalla sua Zona. Tra bidoni e tesori, memorie di contrabbando, traditori e traditi, spazzini che fanno i poliziotti e poliziotti che fanno pulizia, i nostri eroi improvvisati si ritrovano in lotta contro la dittatura (illuminata ma molto fiocamente) e a caccia di una libertà che, forse, da qualche parte esiste».

Con Splendido visto da qui si sorride, si ride, ci si tuffa nei ricordi, si ripensa a cose che si credevano dimenticate, come le mutande Cagi. E si riflette: è meglio la tranquilla sicurezza di rivivere sei o sette volte l’esordio di Madonna con Like a Virgin, certo guardandolo ogni volta con occhi diversi, o la frizzante incertezza di non sapere come sarà il futuro?
In ogni caso, buona lettura!

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Walter Fontana, già autore di L’uomo di marketing e la variante limone e Non ho problemi di comunicazione, ha sulle spalle numerose collaborazioni con il mondo dello spettacolo. Ha scritto testi teatrali per Angela Finocchiaro (Miss Universo e Open Day), collaborato a vari programmi tv (come Mai Dire Gol della Gialappa’s Band, scrivendo negli anni per attori come Hendel, Bisio, De Luigi, Paola Cortellesi e tanti altri, e alcune edizioni di Zelig) e partecipato a diverse sceneggiature di film di Aldo Giovanni e Giacomo (Chiedimi se sono felice, La leggenda di Al John e Jack, Tu la conosci Claudia?) e di Ale e Franz.