Quante volte vi è capitato di essere in una situazione col vostro smartphone o la vostra macchina fotografica e dire ma perché non mi viene come nella realtà questa maledetta foto! 

Io rispondo per me: tante!

Per comprenderne il motivo ovviamente non basterebbero poche righe, ma vi voglio consolare: è normale, e non lo sarebbe il contrario!  Non vi darò trucchetti per poter migliorare le vostre foto però. La prima causa del perché avviene ciò è il nostro cervello, un Photoshop all’ennesima potenza. Diciamo più un illusore capace di modificare le leggi ottiche. Fateci caso, alzate la testa e guardate un palazzo, le sue linee vi sembreranno sempre parallele, ora provate a fotografarlo. Le linee convergeranno verso un punto al centro. Banalità? E’ il nostro cervello che le raddrizza al posto nostro, che ci fa pensare che siano dritte. La seconda è il nostro occhio, altro strumento potentissimo capace di modificare l’apertura -diaframma in maniera del tutto automatica e di passare a sensibilità diverse e altissime arrivando addirittura ad una visione notturna in bianco e nero; fateci caso, gli oggetti colorati ci appariranno grigi. (da qui il proverbio: “Di notte tutti i gatti sono bigi“)

Dopo queste motivazioni arriva lo strumento con cui state scattando una foto e poi la tecnica.

PAPER-foto1
PAPER-foto2

Analizzando queste due immagini che ho scattato appositamente per voi è lampante come né in una esposizione né nell’altra la foto cattura quello che con gli occhi stiamo guardando. I nostri occhi hanno una latitudine di posa molto più larga rispetto ai sistemi fotografici, ovvero sono in grado di leggere dettagli sia nelle luci che nelle ombre.

Vediamo invece che in queste foto questo non avviene e di conseguenza una sola persona viene correttamente esposta. Come fare tecnicamente in modo corretto questa foto? Non c’è un modo corretto! Almeno non c’è se non andiamo ad intervenire in post produzione, ovvero dopo aver portato a casa lo scatto. Il grande Ansel Adams nel sistema di ripresa a pellicola aveva formulato la regola di esporre per le ombre e sviluppare per le luci.

Intelligentemente Instagram lavora al posto vostro e recuperando le luci e le ombre perse, aggiungendo una buona dose di viraggio cromatico e del macro-contrasto, ha creato una formula per rendere delle foto banali e sbagliate migliori.

Il mio consiglio ogni tanto è quello di abbandonare la scena. Se non è strettamente necessario, se come me eravate in vacanza e desideravate solamente portarvi a casa un ricordo della giornata e del posto, fate utilizzo della vostra memoria. Spegnete la vostra fotocamera. Se siete ai piedi di una meraviglia architettonica , oppure state ammirando qualcosa che vi rendete subito conto esser fuori dalle vostre possibilità, ammirate ciò che state guardando, gustatevelo, non perdete quei pochi attimi che da turista vi sono concessi per impazzire con le impostazioni della vostra macchina. Tanto molto probabilmente il miglior punto di vista non è quello scontato in cui ci troviamo, il grandangolo non sarà sicuramente sufficiente a inquadrare tutto, e poi una volta tornati a casa la maggior parte di noi dimenticherà quelle 14 foto tutte allo stesso soggetto nella memoria di un infaticabile computer che di quei 14 scatti poteva certo farne a meno.