Non chiamatelo Caicco! Il Silver Star è un veliero affascinante, unico nel suo genere. Sarà il contesto nel quale naviga (Napoli e dintorni), sarà l’equipaggio che vi accoglie a bordo, sarà tutto quel legno, i dettagli curatissimi, lo spazio del tutto insospettabile anche per chi qualche navigazione l’ha già fatta: sta di fatto che una crociera su questa barca uno non se la dimentica più.

E ci vuoi tornare: finisce che devi trovarti un lavoro a bordo. Qualsiasi cosa: il cuoco, il mozzo, oppure ti inventi qualche professione a caso, come il fotografo itinerante per intenderci. Ma torniamo al Silver Star: 24 metri di lusso vero, senza eccessi o cafonate. Diciamo che non piacerebbe a uno sceicco, ma vi sentirete come principi e regine. Quattro cabine grandissime, bagni privati, tutto.

Si parte da Marina di Stabia, il nuovo porto turistico a due passi da Napoli, e poi si naviga in quel concentrato di meraviglie che sono le isole del Golfo e la Costiera Amalfitana.

Questa volta siamo diretti ad Ischia con un compito difficile, uno di quei lavori che si fanno solo per passione: andar per cantine.

La formula mi diverte tantissimo: cercar vini di classe in piccole isole, in barca. Dal punto di vista enologico, Ischia è una realtà interessante anche storicamente. La vite viene coltivata giusto da quel paio di millenni che servono a certificare una certa esperienza: qui venivano i greci a rifornirsi di vini. Le caratteristiche del clima e del terreno sono uniche, eccezionali e assai consone alla viticoltura. La storia recente non ha brillato per ricerca della qualità, ma oggi le cose stanno cambiando. Fare vino da queste parti non è facile come altrove. La morfologia del terreno è impervia, ardua: la vite cresce dai 50 ai 600 metri di altezza. Soprattutto in alto, si tratta di piccole vigne aeree: non è un caso se qui si parla di viticoltura eroica.

Per chiarirsi le idee bisogna andare a Casa D’Ambra, cantina di punta dell’isola e, in particolare, salire fino alla vertiginosa Tenuta Frassitelli. Qui le vigne sono aggrappate alle vette più alte dell’isola. Le terrazze sono scolpite nella roccia e ci si muove per mezzo di un trenino a cremagliera che fa dimenticare gli ottovolanti più estremi. Da quest’altezza si domina l’isola e vien voglia di fermarsi qui, per sempre.

  • Foto di ShironekoEuro

In compagnia del titolare Andrea D’Ambra e della figlia Sara mettiamo le gambe sotto il tavolo. Ed è subito festa. Il tripudio dei sapori del sud, la verità solare del pomodoro che diventa protagonista esaltante di una semplice pasta (complice l’olio d’oliva sempre di Casa D’Ambra). E poi il coniglio all’ischitana, tanto famoso quanto buono. La degustazione si concentra sui bianchi autoctoni: in particolare mi colpiscono il Biancolella in purezza della Tenuta Frassitelli, il Forastera Euposia e lo strepitoso Gocce D’Ambra ottenuto per sovra maturazione in pianta, e quindi appassimento sui graticci.

L’altro fuoriclasse d’Ischia è il piccolo produttore Pietratorcia. Joint venture di tre famiglie di antica tradizione isolana, Pietratorcia produce piccole quantità di vini di alto profilo. Di nuovo m’incantano i bianchi. In particolare il Vigne del Cuotto e il Vigne di Chignole, entrambi ottenuti in prevalenza da uve Biancolella e Forastera con l’aggiunta di piccole percentuali di Fiano, Uva Rilla e San Leonardo. Se autoctono è bello, maturo è ancora più bello (e buono). Contrariamente alla convinzione che i bianchi vanno bevuti giovani (orribile convincimento tragicamente italico), i bianchi d’Ischia (quelli di qualità) dimostrano una longevità interessante: vale a dire, se comprate qualche bottiglia non sprecatela buttandola nel frigo appena arrivate a casa. Lasciatela riposare qualche anno e poi godetevela come dio comanda.

Giornata lunga con questo giro per cantine, meno male che si torna sul Silver Star lontani da tutto. Gettiamo l’ancora in rada sotto la mole del Castello Aragonese e ci buttiamo in acqua per il primo bagno di questa primavera. Intanto a bordo qualcuno studia la carta dei vini per l’aperitivo.

Per ulteriori informazioni sul Silver Star II:

www.plaghiacharter.it

Per ulteriori informazioni sulle cantine:

www.dambravini.com

www.pietratorcia.it