Nel mio precedente post ho citato la “sick building syndrome” (sindrome dell’edificio malato), argomento studiato in igiene ambientale, che all’epoca dell’università mi aveva molto colpito. Argomento che dal 1990 è tra i problemi di salute più comunemente studiati negli Stati Uniti.

Tutto nacque negli anni Ottanta quando i lavoratori afflitti da mal di testa, eruzioni cutanee e disturbi del sistema immunitario, hanno cominciato a protestare sostenendo che i luoghi di lavoro erano pericolosi per la loro salute.

Nel 1983 l’Organizzazione Mondiale della Sanità definì la SBS come un insieme di disturbi legati a tutti gli aspetti del microclima cui i lavoratori sono esposti, che comprendono fra l’altro le condizioni di illuminazione, l’umidità dell’aria, il ricambio della ventilazione, il numero di lavoratori per ciascun locale e l’emissione di sostanze nocive dei materiali impiegati per la costruzione e anche di quelli utilizzati nei luoghi di lavoro.

Per citare gli elementi più inquinanti presenti all’interno di case e uffici, è interessante sapere che uno degli inquinanti più pericolosi dell’aria indoor è il fumo di tabacco. Sì, mi dispiace per la categoria dei fumatori, ma esso contiene 200 veleni conosciuti e almeno 43 composti cancerogeni.
Importante è sottolineare che più di 600 mila morti l’anno nel mondo sono causati dal fumo passivo. 165 mila di queste morti riguardano i bambini.

Dopo il fumo del tabacco, un’altra pericolosissima sostanza inquinante dell’aria indoor è il radon.
Forse non a tutti è noto, ma è la seconda principale causa di cancro al polmone negli Stati Uniti, causando tra 15 mila e 21 mila decessi ogni anno.
Il radon è un gas che può entrare in casa principalmente dalle fondazioni e da qui, attraverso porte, scale interne, fori e fessurazioni, può migrare ai piani superiori.

Parlando di inquinanti non possiamo poi non nominare la formaldeide, composto organico altamente cancerogeno che irrita le mucose e gli occhi e può provocare asma e compromettere il sistema nervoso centrale.
La formaldeide è presente in colle, resine, solventi, vernici, tessuti, saponi, cosmetici e in generale in tutti i mobili sui quali vengono utilizzate colle e solventi con formaldeide.

Gli edifici diventano quindi dei contenitori al cui interno la qualità dell’aria e? contaminata da innumerevoli fattori che vanno a incidere sulla salute delle persone che vi risiedono o che vi lavorano.

Ma come si può agire subito per combattere o almeno arginare questo problema?
È necessario migliorare la qualità dell’aria agendo sulla ventilazione aria esterna – interna.
Dovete tenere presente che numerosi studi hanno dimostrato che l’inquinamento indoor è molto peggio dell’inquinamento esterno. Quindi aprite le finestre, fate entrare aria fresca, e lasciatela circolare.
Anche la luce solare è un potente battericida, per cui fate in modo che siano aperte soprattutto porte e finestre maggiormente esposte alle onde UV dei raggi solari, che compiono una naturale ionizzazione e pulizia dell’aria rimuovendone le tossine.

Una cosa su cui riflettere: sindrome dell’ “edificio malato” non e? una terminologia esatta, perche? in realta?, il vero malato non e? l’edificio, ma gli individui che vi soggiornano.