Avremmo voluto parlare di cinema, questa settimana, come facciamo tutte le settimane. Cinema in senso stretto: discutere di film e trailer, di attori e registi, di sceneggiature, finali a sorpresa, colonne sonore.

A volte, però, la vita e i suoi drammi entrano a gamba tesa nel mondo dorato e un po’ artificioso di Hollywood e dintorni: era domenica mattina, quando dall’America è rimbalzata la notizia della morte di Paul Walker, stella di Fast & Furious, attore per Clint Eastwood e Gary Ross, nonché ragazzo umile e modesto, lontano dagli eccessi dello star system e più interessato alla beneficenza che al gossip.

E così, la nostra settimana è rimbalzata tra lacrime e ricordi: lo hanno salutato gli amici più cari, le colleghe, i compagni di set, i creatori della saga che l’ha reso noto e i musicisti che l’hanno incrociato, in una lunga e dolorosa maratona che ci ha accompagnato per cinque giorni – e fidatevi, ne avremmo fatto a meno.

Anche noi l’abbiamo voluto celebrare, ricordandolo per quello che più di tutto Paul amava fare: salire sul set, diventare qualcun altro, farci divertire, esaltare, spaventare, urlare. Non avremmo mai voluto dovergli dire addio così.