Partire o non partire?

Settembre è arrivato, i ragazzi ricominciano le scuole, c’è chi, finite le ferie, torna al lavoro e chi, invece, si ritrova a dover affrontare ciò che ha voluto rimandare durante l’estate…

Un altro anno è passato, un paio di contratti co.co.co sono finiti, ricomincia il travaglio del mandare curricula qui e lì, ed eccoci alle prese con la To Do list quotidiana: contattare quella compagnia che sembra tanto figa su LinkedIn, iscriversi a quella agenzia di recruitment che pare sia veramente buona, inviare una mail al cugino di quella amica che forse pare abbia un posto nella sua azienda (va bene, temporaneo, ma intanto meglio che nulla no?).

Poi c’è chi decide che è stanco di questa routine e vuole provare l’ultima carta. Decide di andare all’estero. Tanta eccitazione a riguardo e altra To Do list: prendere contatti, chiedere informazioni, chiamare quell’amica che ha la sua amica che vive e lavora in quella città da anni e che di certo avrà la ricetta magica.

Italiani all’estero, quanti siamo? Milioni.

Sì, milioni. E aumentiamo sempre di più ma questo non vuol dire purtroppo che le città che finora ci hanno ospitato, garantito un lavoro e sostenuto nel nostro nuovo percorso, abbiano ancora spazio per tutti.

Partire è una scelta difficile per tutti, specie per chi, poi, i 20 anni li ha passati da un pezzo e magari ha alle spalle carriere importanti, anni di studio e di risultati raggiunti. Come si fa, allora?

Bisogna prepararsi, ragazzi. Esistono delle istruzioni per l’uso che vanno seguite e l’avventura è una cosa bella ma non è una cosa per tutti, specie di questi tempi, vi assicuro.

Succede allora, che tanti, armati di buone intenzioni e grandi aspettative, mettono laurea e obiettivi in valigia e vadano incontro a grandi delusioni. Londra, come altre città, non è il Paese dei balocchi e bisogna tenere gli occhi aperti, bisogna decidere bene come muoversi ancora prima di imbarcarsi per quella che può sì, essere l’avventura più bella della vita, ma solo se si scelgono i compagni di viaggio giusti.

Se quindi siete tra coloro che stanno pensando di raggiungere il mezzo milione di italiani che a Londra già ci vive, permettetemi di darvi una dritta.

L’errore più comune che molti ancora fanno è pensare di risolvere tutto, cogliere due, tre piccioni con una fava e quindi sborsare 100, 200, 300 euro a sedicenti agenzie per trovare casa e lavoro ancora prima di toccare terra straniera. I miracoli non esistono e il segreto del successo è in una semplice parola che però nasconde tanti significati.

Parlo del curriculum. Non del vostro curriculum, ma di quello di cui avrete bisogno per essere pronti a competere in un mercato del lavoro che premia i meritevoli, ma richiede tante energie.

Ed ecco la dritta, che poi è un suggerimento ma abbiate pazienza, sono tante le email che ricevo per richieste di consigli che sinceramente questa volta mi sento proprio di farlo.

Si chiama Cv&Coffee e non è un’agenzia del lavoro, badate bene. Parlo di una società di consulenza del lavoro che ha come scopo principale quello di dare gli strumenti necessari agli italiani in UK per imparare come destreggiarsi in questa giungla.

Una cosa che in molti non sanno, infatti, è che il formato del c.v a cui siamo abituati noi non è altro che un’anonima lista di lavori svolti per sconosciute società, che qui non viene neanche guardato.

Il curriculum è in realtà l’asso nella manica per chi qui, nel Regno Unito, vuole trovare lavoro. E’ una sorta di specchio delle vostre esperienze, ma soprattutto racconta chi siete attraverso le vostre abilità, competenze e il vostro valore aggiunto. Il curriculum, insomma, è qualcosa che bisogna imparare a fare per presentarsi a un colloquio di lavoro con le giuste premesse. E bisogna imparare a fare per essere chiamati a un colloquio perché, credetemi, con la traduzione del nostro formato Europass, sarà difficile anche ottenerne la possibilità.

Di agenzie che vi offriranno di tradurre il vostro cv ne troverete a bizzeffe, ma di agenzie di consulenza lavoro per italiani no.

Nata dall’idea di Teresa Pastena, da anni residente a Londra e che per ragioni di lavoro si è trovata ad aver a che fare con centinaia di cv di italiani, Cv&Coffee è una realtà al momento unica nel suo genere, e per questo è stata coinvolta in iniziative come quella di Primo Approdo al Consolato Generale Italiano, dove Teresa ha tenuto dei seminari sull’argomento.

Quest’anno la possibilità di imparare come destreggiarsi nel mercato del lavoro anglosassone è ancora più a portata di mano. A partire da questo mese, infatti, Cv&Coffee organizzerà dei “Weekend workshop” dove imparerete a scrivere il vostro cv, a stendere una cover letter in base alle vostre competenze ed esperienze, sarete preparati ad affrontare colloqui di lavoro e potrete ascoltare i suggerimenti di career advice per prepararvi al meglio al vostro eventuale trasferimento in UK.

Ogni partecipante, a completamento del corso, avrà un CV e cover letter pronti per cominciare la ricerca lavoro.

Se volete darvi un’altra possibilità e volete farlo all’estero, fatelo. Ma non dimenticate di scegliere i compagni di viaggio giusti per voi, perché a volte, quando si parte all’avventura, la vera sfida è questa.