A Milano, dal 30 settembre al 5 ottobre, c’è il Festival delle lettere, quelle «rigorosamente scritte a mano» (qui tutte le informazioni), e io, come tantissimi altri, sto battendo con frenesia su una tastiera.
Scrivo e, intanto, penso. Penso all’ultima volta in cui ho preso in mano una penna, all’ultima volta in cui questa penna ha incontrato un foglio di carta, all’ultima volta in cui questo foglio di carta si è riempito di scarabocchi e di cancellature.
La tastiera dà respiro, la carta – anche se può sembrare un paradosso – no. Quando si riempie un foglio virtuale, basta schiacciare una freccetta per ricacciare indietro le parole; bastano un paio di secondi per far svanire nel nulla una frase scomoda; basta cliccare sul correttore ortografico per nascondere le vergogne.

Su carta è tutto diverso. Ci sono macchie, ci sono errori, ci sono ripensamenti, ci sono parole incomprensibili a causa di una familiarità con la penna ormai persa; c’è una brutta copia che riflette il nostro tormento e c’è una bella copia che liscia e uniforma tutte le asperità; ci sono matite, inchiostri colorati, fogli strappati da un blocco o raffinata carta da lettere. C’è l’urgenza di dire cose e di farle toccare con mano, c’è il bisogno di lasciare un segno e c’è il desiderio di emozionare.
La lettera scritta con carta e penna è lenta ma decisa. Lenta perché richiede attenzione, pensieri ordinati, parole scelte con cura; decisa perché più forte di una mail o di un messaggio spedito nell’etere. La lettera su carta rimane, magari nel fondo di un cassetto, magari macchiata di lacrime, ma rimane. Non basta un clic per liberarsene; bisogna prenderla e strapparla, con un gesto deliberato, bisogna fare qualche passo per gettarla via, bisogna cercare un accendino e darle fuoco.

La lettera scritta con carta e penna è dolce e scomoda allo stesso tempo. Dolce perché sa di tempi andati, di profumi antichi, di speranze e di attese, di sorrisi e di amori impacciati; scomoda perché costringe a pensare e a riflettere.
La lettera scritta con carta e penna può essere disinvolta come una chiacchiera tra amiche o pesante come un macigno.
La lettera scritta con carta e penna è impegnativa, ma proprio per questo bellissima. Costringe a fare i conti con se stessi e a mettersi alla prova, ma forse questa – a volte – è la cosa giusta da fare.
La lettera scritta con carta e penna è meravigliosa. Non dimentichiamoci di lei.

Scrivo una lettera per te
così per sempre la leggerai
scrivo una lettera per te
così ogni tanto riderai
(Luca Carboni)