So già che qualcuno si offenderà. Ma LUI non mi è mai stato simpatico. Io l’ho ammirato e odiato per lo stesso motivo: la sua freddezza.

In molti casi hanno provato a renderlo più umano, perché noi Italiani non sopportavamo un pilota del cavallino che non parlasse italiano o che non sorridesse spesso. Ma LUI è nato per guidare, non per fare comparsate. La simpatia non fa fare i tempi in pista e non è la simpatia la cosa più importante. Con questo non dubito che in privato o con i suoi cari non lo sia.

Detto questo, spero sia chiaro che per LUI provo una grande stima e che scrivo queste righe per cercare di condividere il pensiero che spesso mi trovo a rivolgergli quando parlo di motori con altri appassionati. Scrivo nella speranza di una sua ripresa e prima che succeda qualcosa di brutto, perché non voglio fare il coccodrillo.

Quando ero un bambino guardavo gare di ogni genere – Moto GP, SuperBike, Parigi Dakar, Formula 1 – e fantasticavo sul fatto di diventare un pilota. I piloti mi sembravano raggiungibili, umani. Anche il complesso, quanto fenomenale, Senna. Ma LUI no: vittoria dopo vittoria confermava di essere inesorabile. Vincere sembrava il minimo. Probabilmente apparteneva a un’altra specie, lontana da quella umana. In un servizio televisivo di anni fa, periodo Ferrari, mostravano delle scene del suo allenamento, che avveniva mediante attrezzi speciali, predisposti appositamente per LUI. Coperto di sudore, allenava i muscoli del collo e la sua espressione facciale era neutra. Qui Michael Schumacher è unico. Un componente ingegnerizzato per far vincere le monoposto, un “NON UMANO” che non lasciava scampo ai piloti umani. Sembrava poter eliminare le componenti di Paura, Stanchezza o Fatica dal suo percorso sportivo. Ero affascinato dalla sua perfezione di pilota e deluso dalla mia imperfezione di umano.

Saperlo ferito, in coma in un letto ospedaliero fa male. Mi fa pensare a un supereroe che, dopo aver salvato il mondo, sia stato ferito da un fuoco d’artificio durante i festeggiamenti.

Fa male sapere che potrebbe svegliarsi privo del suo dono, fa male sapere che un essere così unico, nato per guidare le quattro ruote più complesse al mondo, giaccia inerte.