Organizzata dalla Onaf (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi), ecco una bella carrellata di formaggi abbinati ai vini.

Il palcoscenico d’eccezione è quello, splendido, della cantina Perla del Garda che brilla per i suoi Lugana e per 3 interpretazioni di bollicine proposte solo in formato magnum. Sono appunto i Lugana ad accompagnare i formaggi scelti. Si tratta di 5 erborinati, dallo zola al roquefort, passando per lo strachitunt.

Dopo la visita della cantina e uno sguardo sulla fuga delle vigne, dove va in scena la promettente vendemmia di quest’anno, ci accomodiamo nella grande sala di degustazione al primo piano, insieme ad una altra settantina di partecipanti. Affiancato da un amico degustatore e wine hunter, prendo posto e subito ci gettiamo coraggiosamente su questo difficile compito. Nel piatto a ore 12 una robiola di bufala erborinata attende con ansia il suo accoppiamento con il primo vino. Il Madre Perla, Lugana in purezza giudicato fra migliori d’Italia, non te l’aspetteresti così grande con un formaggio così. E invece i maestri dell’Onaf fanno centro al primo colpo con un abbinamento esaltante. La schietta pulizia minerale del Madre Perla e la sua robusta costituzione seducono tanto il formaggio quanto la platea. Standing ovation e già i primi tentativi di bis da parte delle signore più intraprendenti ed eccitate. A ore 3, nel piatto un zola dop, grasso e delicato. Lo proviamo col Madonna della Scoperta, altro Lugana in purezza di casa Perla, in questo caso passato in barriques. Si tratta di un vino che non ho mai saputo abbinare correttamente e che non mi ha mai convinto del tutto. E, di nuovo, ecco un matrimonio perfetto. Ovvero: questo formaggio da solo, occhei. Questo vino da solo, sì occhei. Questi due insieme: urla di piacere in tutta la sala. Cominciano ad accorrere anche i vendemmiatori attratti dal clamore. Giovanna Prandini, autrice dei vini e patron di Perla del Garda con l’aiuto degli esperti dell’Onaf si prodiga per mantenere l’ordine ma siamo sull’orlo di un baccanale.

A ore 6, nel piatto, sprigiona i suoi sentori di fieno e frutta secca (la nocciola in particolare) uno strachitunt inconsueto, segnato da un finale amarognolo. Nel bicchere arriva il Vendemmia Tardiva di Lugana, ultimo nato in casa Perla e uno dei pochissimi del territorio. E’ un vino seducente che si sposa perfettamente con questo formaggio e accende i sensi.

Nel piatto occhieggiano altri 2 erborinati dal sentore potente, che ormai agli occhi e al naso di tutti si sono trasformati in peccaminosi bocconi di piacere. A ore 9, un gorgonzola piccante e un roquefort autentico, entrambi accompagnati dal passito Drajibo. Per definire sensuale questo accoppiamento basta guardarsi in giro.

Si chiudono i battenti della sala di degustazione e si aprono le porte del grande terrazzo dove proseguiamo verso il buio accompagnati dalle ottime bollicine di casa Perla, buone da gridare e capaci rischiarare il crepuscolo in questo almost equinozio d’autunno. Ci fanno compagnia delle squisite focacce fatte in casa, ma l’oscurità e il refolo fresco che scende dal Garda scatenano l’appetito più selvaggio e saltiamo in moto. Una coppia improbabile di 2 ruote: io con la mia BMW rs di trent’anni, Luciano con una Harley odierna che io chiamo “il furgoncino”. Possiamo confessarlo: abbiamo un appuntamento imperdibile con uno dei pochi tavoli della Trattoria Luisa a Peschiera del Garda. Indirizzo incredibile, dove la passione dello chef Paolo Bazzoli, coadiuvato dall’impegno e savoir-faire della moglie Nadia, sanno esaltare e portare a livelli d’eccellenza un menù totalmente improntato al territorio e alla stagione. Qui si mangia davvero bene, si beve bene e si spende il giusto (anche poco).

Paolo oggi è scatenato perché gli sono arrivati i funghi da Borgotaro. Per darvi un’idea della cura maniacale che pone nella ricerca dell’ingrediente, ecco cosa abbiamo dovuto mangiare.

Cominciamo con l’insalatina di ovuli e un piatto strepitoso: patate delle Terre Rosse del basso veronese, schiacciate con tartufo del Monte Baldo e lavarello del Garda, entrambi accompagnati da un bianco della casa in totale ma eccellente controtendenza con le carte più titolate – e questo mi piace! Per passare a piatti più sostanziosi, preoccupato di vederci deperire, Paolo sforna in rapida successione: ravioli al formaggio Monteveronese conditi solo con olio della Valpollicella (no Garda here – he says, different cultivar) e i tagliolini di pasta fatta in casa con i porcini freschi (no sugo, no salsa, no frills – just good). E qui, mentre stavamo giusto dicendoci che sarebbe servito del Pinot noir, ecco lo chef metterne in tavola ben 2 bottiglie: una dall’Alto Adige e una dalla Borgogna – non ci lamentiamo, zero laments. Così possiamo continuare e portarci sulla scaloppa di foie gras con uovo in camicia, fondutina di capra e tartufi del Baldo. Leggerino, ma così buono che ci vien voglia di provare anche un dessert. Ci sentiamo salutisti e scegliamo solo un’insalata di frutti di bosco freschi con scaglie di cioccolato Amedei e gelato di mandorle di Avola. E non dico altro (no sei nating).

Mangiare abbiamo mangiato e parecchio bene (dinner of the madonn), ora di mettere le chiappe sulla sella e sperare di non far scoppiare le gomme col peso acquisito. Per strada son lì che penso tutto il tempo a una scusa per tornare a mettere le gambe sotto il tavolo da queste parti.

 

www.onaf.it

www.perladelgarda.it

Da Luisa: tel. 0457550760

 

 

 

  • Lugana Vendemmia
  • Lugana botti
  • Chef con funghi
  • lugana degustazione
  • lugana formaggi
  • lugana formaggi vino
  • lugana presentazione cantina
  • lugana uva
  • lugana uva lavorazione
  • Lugana vendemmia