Amo lo stile Shabby Chic. Da quando ancora non sapevo si chiamasse Shabby Chic.

Prima della rivelazione lo chiamavo “country fighetto”, ma avevo il sospetto non fosse il suo nome vero. Passavo ore davanti alle vetrine di Kitchen Store o a scovare quei pezzi dall’aria vissuta nei negozi Zara Home e fantasticavo sull’arredo di una casa in quello stile.

Quando mi è stato rivelato il nome giusto, nel web ho potuto scoprire la sua vera essenza (la decorazione dei mobili di recupero senza traviarne lo spirito), trovare intere pagine da seguire su Facebook e un’infinità di fotografie che salvo e colleziono in una cartellina. Poi un giorno ho scoperto un meraviglioso blog: www.shabbychicinteriors.it.

 

Shabby Chic interior


 

Ho contattato Sarah perché ero interessata a seguire uno dei suoi prossimi corsi, ma dopo essermi documentata un po’ sul suo lavoro ho deciso di parlarne anche qui, nello spazio che una volta al mese voglio dedicare ai luoghi in cui imparare le tecniche un po’ più elaborate (come ho già fatto per il cucito raccontandovi la mia esperienza a L’Hub).

Le ho chiesto di raccontarmi il suo percorso:

Sono sempre stata una bambina creativa. Quando ancora non sapevo contare, perdevo interi pomeriggi a disegnare e a dipingere. L’amore per il disegno me lo hanno trasmesso mia madre e la nonna materna mentre è stato il nonno materno a trasmettermi la passione per il legno. Stargli accanto mentre tagliava, segava, carteggiava, incollava o realizzava qualche piccolo oggetto in legno è stata la mia scuola. Credo proprio che sia grazie a lui che ora sono qui a parlare di questo. L’amore per il legno si è trasformato in un vero lavoro e condividere con tutti voi questa grande passione per me è sempre un grande onore.

Le persone che si iscrivono ai tuoi corsi portano da casa il mobile che desiderano decorare? Puoi aiutare tu chi desiderasse partecipare ma non avesse idea di come procurarsene uno?

Ogni iscritto porta con sé il proprio mobile. La maggior parte di noi ha un mobiletto in casa o dimenticato in soffitta che vorrebbe trasformare. Se non dovesse essere così, sarà mia premura aiutare questa persona a trovare il mobile adatto a lui. Di solito lavoriamo su sedie, comodini, piccolo bauli, tavolini, ma anche cornici, vassoi e basi in legno di lampade. E’ capitato che qualcuno preferisse portare un oggetto in ferro per cui abbiamo lavorato assieme su etagere, porta asciugamani e piantane da giardino. E’ molto divertente vedere i partecipanti interessarsi al lavoro del vicino di banco perché se uno di loro affronta un passaggio in un certo modo, non è detto che l’altro debba fare la stessa cosa. Credo sia questo una delle cose positive di lavorare in gruppo: imparare non solo quello che stai facendo tu, ma imparare anche dal tuo compagno di banco.

 

 

So che tu realizzi da sola alcuni mobili, vuoi parlarne?

Girare per mercatini, scovare e acquistare vecchi mobili è una delle mie più grandi passioni, ma progettarne uno e costruirlo con le proprio mani non è nemmeno paragonabile. La soddisfazione è talmente grande che tutti gli sforzi saranno ripagati. Nella casa in cui ci siamo trasferiti dallo scorso settembre abbiamo già realizzato diversi mobili. Il primo è stato il grande tavolo del soggiorno, lungo più di due metri. Poi abbiamo costruito l’armadio di camera mia e la mudroom, un mix tra una cassapanca ed una scarpiera corredata da un appendi abiti. L’ho posizionata vicino alla porta dell’ingresso così è pronta per contenere le scarpe che si sono indossate durante la giornata, giacche e borse. I prossimi lavori saranno una libreria che ricoprirà una parete intera e la cornice del caminetto. Non vedo l’ora!

Dalle foto dei corsi ho visto una prevalenza del colore bianco, si tratta di una scelta dei partecipanti? So per esempio che tu ami il verde e che metti a disposizione tra i materiali una vasta gamma di colori.

Il bianco è senza dubbio un colore molto apprezzato se si pensa allo stile shabby ma io cerco sempre di dissuadere una persona a pitturare un mobile in questo colore. Innanzi tutto lo vedo più incline allo stile nordico che non a quello shabby chic e poi il bianco ha bisogno di unirsi a colori di carattere come il nero, il rosso, il giallo di altri elementi come potrebbero essere alcuni complementi d’arredo. In questo modo riesce a dare il meglio di sé. Una casa tutta bianca, o meglio un appartamento in città tutto bianco non trovo che abbia molto senso. Mi sta molto a cuore capire prima di tutto l’ambiente che circonda una casa prima di scegliere il tipo di arredamento. Al bianco quindi preferisco le varie sfumature del latte e del crema. Inoltre durante i miei corsi ho una vasta gamma di colori tra cui scegliere: si spazia dal grigio Gustaviano al grigio polvere, dal verde salvia al tortora…

I corsi sono strutturati in modo differente a seconda della città in cui si svolgono oppure il programma è lo stesso? Cosa possiamo aspettarci da una giornata di corso insieme a te?

I corsi di tecnica shabby che tengo in programma sono due al momento: il classico base e il corso avanzato con due colori sovrapposti. La giornata comincia intorno alle 10 con una grande colazione. Il cibo e qualche chiacchiera riescono sempre a creare il clima perfetto per affrontare una mattina di “duro” lavoro. Se ad inizio corso i mobili sono “tristi e scuri” così come li descrivono i loro proprietari, al fine giornata sono restaurati in perfetto stile shabby e diventano irriconoscibili se paragonati a come erano prima. Affrontiamo assieme tutte le fasi di ogni passaggio e a fine corso ogni iscritto riceverà una dispensa dove troverà all’interno le spiegazioni passo a passo di due progetti in stile shabby. Secondo me il condividere assieme ad altre persone una passione è sempre una cosa meravigliosa. E’ bello vedere nascere delle amicizie. Conosco ragazze che non si sono più perse di vista dopo aver passato una giornata a lavorare assieme durante un mio corso di tecnica shabby. Questo è un ottimo valore aggiunto.

 

 

Ho potuto vedere che anche tu ami le chiavi antiche, ma chi ha letto il mio articolonon è Tiffany ma piacesa che io mi sono accontentata di imitazioni moderne acquistate in un ferramenta parigino…tu dove le trovi?

Molte delle chiavi che possiedo sono appartenute alla mia famiglia. Sono fortunata perché avevo un bisnonno che teneva e accumulava un sacco di oggetti tra cui proprio le chiavi. Molte le ho trovate nei mercatini della mia città ed alcune mi sono state regalate. La chiave per me ha un grande significato, in quanto è il logo di Shabby Chic Interiors. Quando anni fa ero nel mezzo della decisione su quale oggetto/logo abbinare al mio blog, mia sorella mi convinse che la chiave sarebbe stata perfetta per me. Forse in qualche modo mi ha portato fortuna!

Quali sono i tuoi mercatini preferiti?

Non ci sono mercatini che preferisco, ma non ho ancora visitato i famosi mercati della Provenza. Forse una volta che ci andrò, avrò anch’io il mio mercatino del cuore!

Per chiunque fosse interessato ai suoi corsi, trovate il programma completo qui.