Continua la ricerca dei grandi vini delle piccole isole, in particolare quelle vulcaniche. Dopo aver visitato Ischia a bordo del Silver Star 2, è la volta di Santorini, la perla delle Cicladi.

La realtà enologica greca non è delle più rinomate, eppure anche qui non mancano le sorprese, basti pensare alla cantina Alpha in Macedonia e ai suoi straordinari vini. Santorini va girata in moto, soprattutto grazie a strade dai tracciati aerei, che sembrano disegnate apposta per la moto. Qui si può noleggiare di tutto, dai quad alle Harley, ma l’idale è una moto di media cilindrata, una enduro agile che permetta di raggiungere gli angoli più selvaggi.

Santorini è facile da raggiungere, l’accoglienza alberghiera è di gran classe , nelle innumerevoli taverne si mangia (e, sorpresa!!!!, si beve) bene, i prezzi sono ragionevoli. Le distanze sono tutt’altro che impegnative e il mare non è mai troppo distante per un tuffo nelle acque pulite dell’isola. Basta evitare la piena estate quando l’isola è sovraffollata.

Fra le cantine da non perdere Boutariwww.boutari.gr – dove si possono assaggiare vini di livello notevole, che diventano superlativi quando si parla dei vinsanti di vecchie annate (sì, si chiamano proprio vinsanti). Una degustazione interessante anche da Santo Wines www.santowines.gr – , bella proprietà dove nascono alcuni bianchi da uve autoctone (Assyrtiko, in particolare da vecchie vigne). Molto bella anche la Santorini Winerywww.gaia-wines.gr – ospitata in una vecchia fabbrica di pomodori convertita. Complicata la scelta delle etichette, ma segnalerei l’Assyrtiko by Gaia Wild Ferment e, fra i rossi, l’Agiorgitiko. Eccellente anche l’Assyrtiko di Domaine Sigalaswww.sigalas-wine.gr – quello fermentato in barriques può invecchiare tranquillamente 10 anni.

La giornata tipo comincia con un bel bagno alla spiaggia di Perissa, che si trova a una manciata di chilometri da Vlichada. Qui i ciotoli di lava neri sfumano nel mare cristallino e specialmente al mattino, l’acqua è davvero trasparente. Dopo un bella nuotata, niente di meglio che una corsa in moto per asciugare i capelli. Magari verso il faro, che spicca sul capo meridionale dell’isola. Lungo il percorso si superano le deviazione per la spiaggia Rossa, la spiaggia di Kabia, oppure quella bianca, che però si raggiunge con un barchino e il sito archeologico di Akrtiri. Altra escursione con la moto assai remunerativa è quella che, passando per Megalochori (qui ci sono le vigne più vocate dell’isola), sale fino a Pyrgos e quindi al monte dove ci sono i vecchi mulini e il santuario. E’ probabilmente il punto più panoramico dell’isola e il paesaggio è davvero indimenticabile.

La regina delle strade di Santorini è quella che sfiora l’orlo impressionante della falesia occidentale dell’isola. Una curva dopo l’altra, un precipizio dopo l’altro, la strada pennella gli angoli più spettacolari dell’isola, sempre affacciata sulla caldera dell’antico vulcano. E’ così che si raggiungono i paesi più belli: la capitale Fira, con i suoi barettini affacciati sul tramonto più bello dell’isola, Firostefani, con la chiesetta simbolo di Santorini, Imerovigli, piccolo insediamento a picco sul mare ed infine, dopo il tratto più divertente di strada, l’incredibile Oia, uscita direttamente dal libro dei sogni.

Un consiglio: evitate lo scontato e affollato tramonto (per quell’aperitivo con vista è meglio Fira), Oia brilla di mattino con la luce di cristallo che ne disegna ogni dettaglio.