Astenersi vegetariani, qui nella bassa valle di Parma è novembre e significa una cosa sola: November Porc, la manifestazione/celebrazione di tutto ciò che è tradizione.

Quattro weekend, ognuno diverso dall’altro, in cui si possono sperimentare le vere usanze local, sia con i piedi sotto la tavola sia conoscere quanto sono belli, bravi e divertenti i parmigiani (quelli della bassa, non del sasso).

Il programma si trova online, lo potete trovare qui e si divide tra Sissa (7/8/9 novembre), Polesine Parmense (14/15/16 novembre), Zibello (21/22/23 novembre) e Roccabianca (28/29/30 novembre).
Visto che si trova tutto sul loro sito, io voglio darvi 5 motivi per venirci, mollando qualsiasi altra sagra fosse nei vostri programmi. Se leggete tutto, vi renderete conto che i parmigiani hanno un po’ di manie di grandezza e che il tutto sembrerà un po’ un’americanata… Ma ci piace così!

1. Ci si può dilettare per tutti i weekend con il tiro del salame. Cioè, ma avete mai lanciato un salame? Oltretutto è un gioco offerto dal Club Estimatori del Suino (che devolveranno l’incasso in beneficenza). Ho detto tutto.
2. Potete scoprire cos’è il prete, e vederne uno gigante. A Polesine verrà installato un enorme pentolone in riva al Po, dove verrà fatto cuocere questo pezzo forte del carrello dei bolliti… Ma gigante, ovviamente. E potrete assaggiarlo gratis, ovviamente.
3. Se sei un giovane, c’è pure la festa per te. Mc Porc e birre artigianali. Sulla musica e sui deejay non garantisco, ma sulla birra artigianale, che sta crescendo in maniera eccellente in provincia, beh… per quella garantisco alla grande.
4. Puoi sentir parlare parmigiano e farti fare un corso accelerato da qualche massaia locale, che può insegnarti la perfetta pronuncia di tutti i termini gastronomici di base. Ah, ovviamente per poi cercare di capire cosa si dicono in “io parlo parmigiano”, la rivelazione di quest’anno. Due ragazzi che si son messi a ridoppiare i film con l’accento local. Quando li capisci, muori dal ridere.
5. Se sei un corridore o se ti sei allietato in tutti i weekend a celebrare il signor Maiale, l’ultimo weekend puoi smaltire il tutto partecipando alla gara podistica che porta lungo gli argini del Po, una 11 km tra i paesaggi visti e rivisti in Novecento, il film di Bertolucci girato in queste zone.

La cicciolata gigante, lo strologhino più grande del mondo… La verità è che, più che il maiale, io amo questo ancoraggio forte alle tradizioni, all’arte tramandata oralmente, le mani che lavorano svelte in gesti ripetuti per anni.

Come si dice? Speriamo ci sia la nebbia. Perché per chi non lo sapesse, è quella che fa diventare il Culatello così buono.