A fare capolino al mondo il 2 maggio è stata la principessina finalmente con un nome, Caterina Elisabetta Diana.

Sarà che anche noi donne emancipate di questo secolo siamo in realtà cresciute a pane e Cenerentola, fatto sta che anche quelle che più detestano il gossip, si son ritrovate a curiosare tra riviste e magazine per seguire le vicende della famiglia reale più famosa del mondo, che in questi giorni si son tinte di rosa. 
OK in inglese magari suona un po’ diversamente, ma poi neanche tanto. Charlotte Elizabeth Diana.

It’s a girl! annunciava tre giorni fa il proclamatore ufficiale della famiglia reale, vestito come tradizione vuole e provocando la gioia dei sudditi di un intero regno, che nella favola di William e Kate hanno visto il riscatto di quella ferita ancora aperta dalla prematura morte di Lady D.

È ancora vivido nella memoria di tutti il ricordo del volto di lady Diana a riempire le pagine di tutti i giornali per lo scandalo della separazione dal principe Carlo che l’aveva presa in sposa nel lontano 1981 trasformandola agli occhi di milioni di ragazze nel mondo nella Cenerentola dei noantri.
Lady D, infatti, nonostante la provenienza da un’ottima famiglia molto vicina a quella reale, era una ragazza normale che aveva frequentato la scuola pubblica, non era mai stata una studentessa brillante (fu bocciata due volte alla maturità), aveva tante passioni come ogni ragazza della sua età (adorava la danza classica e il nuoto), insegnava in una scuola materna e fino al 1981 condivideva un appartamento (regalatole dai genitori) nel cuore del quartiere Earl’s Court con tre sue amiche. Questa normalità era un tratto caratteristico della principessa amata non solo dai sudditi di sua Maestà, ma da tutto il mondo. Chi non ricorda le immagini dei sette metri di strascico del suo vestito ad attraversare la navata principale della meravigliosa cattedrale di St. Paul in occasione del suo matrimonio con il principe (fedifrago) Charles.

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Questa favola moderna però, come tutti ben sappiamo, non si concluse con il lieto fine e ci son voluti anni per calmare le anime ferite di un intera popolazione che tutt’oggi piange ancora la perdita di quella donna tanto debole quanto coraggiosa che era diventata ammirato mito per generazioni intere di donne/madri/mogli e figlie.

Ferita in parte curata dall’arrivo sulla scena di quella che sarebbe probabilmente stata nuora amata da Diana, la Kate che ha rubato il cuore del suo primogenito “Willy”, colei che ha riproposto al popolo oltremanica e a tutto il mondo la favoletta della figlia del popolo che, di bianco vestita, diventa per intere generazioni simbolo di riscatto e che, a due anni dall’arrivo del primogenito George, ora impreziosisce il delizioso quadretto con l’arrivo della tanto sperata femminuccia.
E così alla piccola principessina sul cui nome sono state puntate milioni di sterline prima dell’ufficializzazione (i nomi più gettonati: Charlotte, Alice, Victoria e Diana), la famiglia reale ha anche dedicato un timbro postale per festeggiarne la nascita.

Nessun fiocco rosa sulla porta di palazzo, non scherziamo, qui le cose si fanno in grande. Per cui a illuminarsi di rosa sono stati tutti i monumenti più importanti della città, a regalare uno spettacolo suggestivo di una Londra diversa. E per chi come me viene da un Paese in cui re e regine, principi e principesse, sono solo personaggi dei tanto amati libri di fiabe dei più piccini, non è semplice capire tanto clamore, ma la verità è che la felicità per il nuovo pargolo reale è vera e di tutti, e non solo una chiacchiera da giornale di gossip.

L’attaccamento degli inglesi alla monarchia è noto e sono moltissimi quelli che seguono tutte le vicende che riguardano tutti gli appartenenti a una delle dinastie più potenti del mondo. Tutto vero e “reale” dunque, e lo è soprattutto adesso in quanto, nonostante la realtà sia chiaramente diversa, la splendida famiglia formata da William, Kate, il piccolo George e la principessina dai tre nomi importanti (e ingombranti), rappresenta la perfezione sì, ma una perfezione che sa di normalità, e questo grazie alla Caterina made in England. La Cenerentola dei nostri giorni, quella che è riuscita nel realizzare il sogno di tutte, è icona di stile e semplicità, dolcezza e compassione, e che con l’arrivo della nuova arrivata ha dato una nuova ragione di gioia a un intero popolo.

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Scoppi di felicità quelli “registrati” davanti alla clinica St. Mary, dove folle di fan da giorni attendevano il lieto evento accampati all’esterno della struttura. Sister è la scritta disegnata dai marinai a bordo della Royal Navy che, disponendosi ordinatamente sul ponte, hanno così dato il benvenuto alla quarta in linea di successione al trono. La Regina, al momento della nascita lontana da Londra, si è vestita di rosa a celebrare la pronipotina, mentre si mormora di brindisi spontanei fatti nei pub di tutto il Regno da parte di sudditi entusiasti.

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Per una Gran Bretagna in questi giorni alle elezioni, la monarchia ha in questo momento ancora più importanza rispetto al passato, mentre il sogno realizzato di “Caterina” è un po’ quello di tutte. La duchessa di Cambridge infatti, un po’ come la mai conosciuta defunta suocera Diana, rappresenta il sogno di milioni di ragazze normali in giro per il mondo che sognano di lasciare magari una casa in affitto e un lavoro mal pagato per trasferirsi un giorno a palazzo reale e fare una vita da sogno. Lo sapevate che i nonni materni di Kate facevano parte della classe operaia? E che i suoi genitori fossero entrambe assistenti di volo? La bella Caterina, spinta a frequentare i posti giusti, le scuole buone, fino all’Università di St. Andrews dove nel 2001 ha conosciuto William nove anni dopo diventato suo sposo, ci ha visto lungo e dall’alto dei suoi occhi blu e grazie al suo sguardo tenero si è aggiudicata il primo premio, diventando madre degli eredi al trono più ambito del mondo.

Stile impeccabile, modaiola con la modestia di una persona normale che non si fa problemi a indossare lo stesso vestito per diverse occasioni, amante dei bambini come l’amatissima Lady D, di certo, più della suocera, può contare sul consenso da parte della regina e di tutta la corona, che ama questa donna così sempre “a modo” e mai fuori posto.

Insomma Kate la duchessa di Cambridge fa felice tutti, da quelli ai piani alti a quelli che, come me, preferirono vederla come “Caterina” la dolce ragazza/madre/moglie/figlia che non si è vergognata di mostrare i capelli bianchi al pubblico perché fare la tinta avrebbe potuto nuocere al pargolo ancora in grembo e chissenefrega dei tabloid(ioti).

E allora, mentre il mondo parla, meglio sparla, della bella Kate troppo perfetta a poche ore dal parto per essere vero e le malelingue si rimettono all’opera alla ricerca di qualche lato scuro da poter svelare, noi ci uniamo agli auguri per la nascita della piccola Carlotta… ops, sorry, Charlotte eccetera, eccetera e le auguriamo di poter vivere un giorno anche lei, un pezzo di normalità..

E per una volta almeno.. God save the… Princess!