Se amate Parigi e abitate a Milano, avete tempo ancora fino al 5 maggio per scapicollarvi allo Spazio Oberdan per vedere “Robert Doisneau – Paris en liberté”, una mostra che raccoglie più di duecento scatti del fotografo francese e che vale senza alcun dubbio tutti i soldi del biglietto (intero 9 euro, ridotto 7.50 euro).
La Parigi di Doisneau, come si legge nella presentazione, è «una Parigi umanista e generosa ma anche sublime che si rivela nella nudità del quotidiano; nessuno meglio di lui si avvicina e fissa nell’istante della fotografia gli uomini nella loro verità di tutti i giorni, qualche volta reinventata. Il suo lavoro di intimo spettatore appare oggi come un vasto album di famiglia dove ciascuno si riconosce con emozione».

Una frase roboante per dire una cosa molto semplice: nelle fotografie di Doisneau si respira umanità.

Bambini, uomini, donne, personaggi famosi e non, animali e innamorati ci accompagnano in un viaggio nella Parigi del Novecento, dal 1934 al 1991: bistrot, atelier, caffè, ma anche strade, canali, piazze e monumenti, che fanno da sfondo alle piccole storie di vita quotidiana raccontate da Doisneau.

Sono foto che emozionano, come testimonia la scena a cui (involontariamente) ho assistito mentre visitavo la mostra: un uomo – non un ragazzino – ad un certo punto, forse ricordando un momento vissuto insieme nella stessa città, si è avvicinato alla sua compagna e l’ha baciata dolcemente, eclissando per un attimo l’altro bacio più famoso, quello immortalato da Doisneau davanti all’Hôtel de Ville.

bacio_hoteldeville
La verità è che ognuno ha una sua Parigi nel cuore.

La mia è fatta di piccole cose, di persone con cui ho condiviso parte della mia vita, di odori e di sapori, di Grand Corps Malade e di fisarmonica, di parchi e di caffè.

Perciò ecco tre consigli non richiesti su cosa fare la prossima volta che ci farete un salto:

•    perdersi tra i fogli di carta del Museo delle lettere e dei manoscritti
(Musée des lettres et manuscrits – 222, boulevard Saint-Germain);
•    leggere un libro al Parc des Buttes-Chaumont, nel diciannovesimo arrondissement;
•    diffidare da chi vi dà consigli su cosa fare a Parigi e seguire solo il vostro istinto.

E in questa (ridotta) galleria fotografica c’è un piccolo assaggio della mostra. Se siete a Milano e non l’avete ancora vista, mi raccomando recuperate.