Da Wikipedia:

«L’apartheid (Lingua afrikaans, letteralmente “separazione”) era la politica di segregazione razziale istituita dal governo di etnia bianca del Sudafrica nel dopoguerra e rimasta in vigore fino al 1993. L’apartheid fu applicato dal governo sudafricano anche alla Namibia, fino al 1990 amministrata dal Sudafrica. L’apartheid fu dichiarato crimine internazionale da una convenzione delle Nazioni Unite, votata dall’assemblea generale nel 1973 ed entrata in vigore nel 1976 (International Convention on the Suppression and Punishment of the Crime of Apartheid), e quindi successivamente inserito nella lista dei crimini contro l’umanità».

Al PAC, il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, il 9 luglio ha aperto i battenti RISE AND FALL OF APARTHEID Photography and the Bureaucracy of Everyday Life, una mostra fotografica che raccoglie per la prima volta le immagini che hanno fatto la storia dell’Apartheid.

Ideata dall’ICP International Center of Photography di New York e curata da Okwui Enwezor, direttore della Haus der Kunst di Monaco, rimarrà a Milano per tutta l’estate, fino al 15 settembre 2013.

Come si legge nella presentazione, «pietra miliare nel suo genere e frutto di oltre sei anni di ricerche, il progetto raccoglie il lavoro di quasi 70 fotografi, artisti e registi, dimostrando il potere dell’immagine – dal saggio fotografico al reportage, dall’analisi sociale al fotogiornalismo e all’arte – di registrare e analizzare l’eredità dell’Apartheid e i suoi effetti sulla vita quotidiana in Sud Africa».

«Complessa, intensa, evocativa e drammatica, la mostra analizza oltre 60 anni di produzione illustrata e fotografica ormai parte della memoria storica e della moderna identità sudafricana. Fotografie, opere d’arte, film, video, documenti, poster e periodici: un ricco mosaico di materiali, molti dei quali raramente esposti insieme, documenta uno dei periodi storici più importanti del ventesimo secolo, le sue conseguenze tuttora durature sulla società sudafricana e l’importanza del ruolo di Nelson Mandela».

Alcuni nomi, tra gli altri: Drum Magazine, Afrapix Collective, Bang Bang Club, Leon Levson, Eli Weinberg, David Goldblatt, Peter Magubane, Alf Khumalo, Jurgen Schadeberg, Sam Nzima, Ernest Cole, George Hallet, Omar Badsha, Gideon Mendel, Paul Weinberg, Kevin Carter, Joao Silva e Greg Marinovich, Sabelo Mlangeni, Thabiso Sekgale, Adrian Piper, Sue Williamson, Jo Ractliffe, Jane Alexander, Santu Mofokeng, Guy Tillim, Hans Haacke, Kentridge.

La mostra copre il periodo che va dal dopoguerra fino ai giorni nostri, per avere una panoramica completa dell’Apartheid dalla sua introduzione alle conseguenze che ancora oggi produce in Sudafrica.

Dove: PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Via Palestro 14 , Milano

Quando: 9 luglio – 15 settembre 2013 (chiuso il lunedì)

Quanto: ingresso intero 8 euro