Il piacere di una libreria è impareggiabile. Toccare i libri, vedere le copertine, sbirciare il libro accanto a quello che avevamo puntato e riscoprirlo forse più interessante, dire “ho trovato il mio tesssssoro” e gongolarsi per la nuova conquista, sono gesti che possono dare momenti di soddisfazione ai più fanatici.

Tutto perfetto. Ma, a parte tutte queste bellissime e interessantissime osservazioni, con cui si potrebbe tediare anche un ghiro che sta già dormendo, cominciamo a parlare di cose serie. Tipo: la libreria è un luogo impareggiabile perché è una piazza di incontri privilegiati. È una massima che ho fatto mia grazie a una serie di scene di film a cui sono rimasta affezionata. L’esperienza dal vivo ancora mi manca, ma l’occhio sguincio per lumare dietro lo scaffale, come nelle migliori scene delle biblioteche dei college americani, ancora mi rimane e non ci posso fare niente. Quindi se incontrate un essere strano che allunga il collo come fosse una tartaruga verso di voi e spalanca l’occhio peggio di un gufo a causa della miopia, probabilmente siete in mia presenza. Non vi spaventate. Non datemi confidenza. Mantenete la calma. Allontanatevi con accortezza e poi quando siete a distanza sicura datevela a gambe.

Comunque, insomma, lì tra i corridoi di una libreria, nel silenzio assorto, avvolti da un’atmosfera rarefatta, con della buona musica quando vi va bene, una poltroncina comoda e usurata nell’angolo, un caffè nero bollente tra le zampette, se all’interno della libreria c’è un bel bar (vedi la Libreria del Mondo Offeso a Milano, il cui solo nome vi schianta in un mondo di meraviglie letterarie), potreste incontrare qualcuno o qualcosa incredibilmente diverso da un libro, e perfino animato e mobile. Certo potrebbe essere un piacevole o spiacevole incontro.

Nel secondo caso aprite il libro in due quasi appiattendolo, alzatelo all’altezza naso, avvicinatelo il più possibile, indietreggiate come foste un salmone nell’acqua di un fiume, puntate all’angolo più recondito della libreria e lì passate il tempo fingendo di essere assorti in una lettura appassionante. Magari non tenete il libro alla rovescia. Così, per evitare gaffe inutili.

Nel primo caso, ovvero quello in cui l’incontro si fa promettente – e non sta a me elencarvi i vari  motivi –, pensate a queste scene di film in cui è scoccata la scintilla tra i protagonisti proprio in una libreria e quindi agite di conseguenza. Mantenete un certo aplomb, fate gli indifferenti, trovate una scusa, pesandola magari tra le meno banali, e poi andate all’attacco. Puntate sulla simpatia. Mai parlare di libri. Certo lo so, sarebbe tutto più bello se avvenisse per caso, ma quello accade solo nei film. Nella realtà, quella sporca e dura, ci vuole un certo impegno da entrambe le parti.

La morale finale, da novella Fedro, rimane questa: frequentate le librerie come fossero un pub sotto casa, guardatevi intorno e magari uscendo comprate un libro. Tanto per fare gli onori di casa. Se tutto andrà per il meglio avrete qualcuno con cui condividere una birra.

Io e Annie

Harry ti presento Sally

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Se mi lasci ti cancello

Notting Hill