Bra is our new home town.

 Da qualche mese la mia nuova casa guarda il Monviso e un grande spiazzo dove tre volte a settimana i contadini portano frutta e verdura, appena raccolta. Tutto rigorosamente a Km 0. Niente a che fare con il centro di Budapest, né con la campagna dove sono nata, anche se ne sono poco distante.

Bra is our new home town. La città è cambiata tantissimo, da che ragazzina l’avevo salutata per imbarcarmi in un’avventura che non sapevo mi avrebbe riportata a casa. I 600 studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo www.unisg.it le hanno regalato una vitalità nuova, magica, grazie alla quale ha saputo resistere alla crisi di questi anni e addirittura reinventarsi, con nuovi negozi, nuovi locali, nuove professionalità, più turismo e manifestazioni culturali.

Il nuovo trasferimento porta il mio nome. Forse non sarà l’ultimo, ma l’abbiamo vissuto con emozione. Ora che con Gregorio siamo una famiglia, la paura era che la nuova casa, le nuove abitudini spaventassero proprio lui, che a Torino era nato e aveva mosso i primi passi. O avremmo dovuto preoccuparci per noi stessi, perché salutare il nido sicuro dove tutto è iniziato, è sempre malinconico? Che poi, a guardare indietro tutto sembra sempre più bello, anche se nel presente ci si lamentava di spazi troppo angusti, giornate lente e routine poco eccitanti…

Chissà se ricorderò ancora a lungo l’ultimo sguardo dato alla mia via, la mattina del trasloco: la collina di Torino, col Po e i Murazzi di fronte a me, la scuola di Greg a un passo, la casa del suo amico Leo proprio di fronte al nostro portone. A Torino mi sono sempre mossa a piedi, entro un nugolo di vie di cui ancora confondo i nomi. A furia di percorrerle, durante i primi, difficilissimi mesi con Greg, quando voleva dormire solo se passeggiato, mi sono anche sembrate strette, insopportabili. Ma le emozioni distorgono la realtà, è chiaro!

Greg ha saputo adattarsi alla nuova vita con facilità ed entusiasmo, e più in fretta di quanto pensassi, si è creato nuovi punti di riferimento, che in un attimo sono diventati anche i miei: la strada per l’asilo, il grosso camion sempre parcheggiato poco distante, il ponte sopra la ferrovia, la nostra casa gialla con la torretta, che nelle giornate luminose si staglia alta di fronte noi mentre torniamo, la sera. Il suo sguardo si posa sulle novità con delicatezza e freschezza, e anche per me, che molte di quelle cose ho visto nascere e modificarsi, offre uno scorcio nuovo, un punto di vista diverso.

Devo ancora realizzare completamente che effetto fa tornare a casa, perché a volte penso che potrei essere a Bra, a NY o Milano, e sarebbe lo stesso, visto che la mia routine gira intorno a Greg, e la mia vita segue il percorso casa – nido – lavoro – nido – casa. Con il vantaggio che qui Greg respira aria buona, ha già moltissimi amici, e un sacco di ottime prospettive!

E dovrei dirmi più spesso che siamo felici, che qui o altrove non fa differenza, quando siamo tutti e tre insieme. Perché questo nostro nuovo nido, questo nostro piccolo mondo è bellissimo, e dovremmo smetterla di desiderare sempre qualcosa d’altro o di diverso, quando tutto quello di cui abbiamo bisogno è già intorno a noi e ci completa.