Premetto che non sono una blogger di viaggi, quindi non vi racconterò nello specifico di luoghi, montagne, fiumi e laghi. Per me viaggiare è uno state of mind, con il corpo ma anche e semplicemente con la fantasia. Io che vivo una vita in parallelo tra i social network e quella reale, fatta di post, tweet, persone, abbracci e sorrisi.

Vi racconterò con occhi sicuramente diversi dai miei compagni di viaggio questa intensa e affascinante esperienza che è stata #tremosinewhatelse.

Per una social addicted come me, in realtà, questo weekend è stato all’insegna dell’offline. Ho voluto vivere a pieno quest’esperienza, perché le migliori fotografie si fanno con gli occhi e con la mente, perché i rumori della natura riescono ad annullare distanze e pensieri. Perché a volte le paure vanno affrontate, come camminare al bordo di un rocciato a spiovente verso il lago, per una come me che soffre di vertigini. Perché quel percorso rappresenta la vita reale, quella fatta di ostacoli da superare e di percorsi in cui la direzione da seguire è una sola, quella verso il traguardo.

Questa volta, in tavola non erano gli smartphone a farla da padrone, ma bensì le voci, le risate e gli accenti di una ciurma di 30 blogger radunati da tutta Italia quanto dall’Europa, per scoprire tutti assieme le infinite bellezze di Tremosine.

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La natura, i colori e le sfumature del cielo sembrano creare un effetto magico, i boschi rigogliosi e i sentieri mozzafiato (sui quali anche la mia rotula si è emozionata), fanno da contorno a Tremosine. I suoi 72 km² incastonati tra lago e montagna, le 18 frazioni, ognuna delle quali con la propria chiesetta, i suoi 2.000 abitanti, ospitali e solari, gli scorci incredibili e improvvisi e i piatti tipici della cucina locale che ancora oggi vengono tramandati di generazione in generazione: what else?

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Tremosine, ha tutto quello che si può desiderare: dal relax a bordo piscina con vista lago, ai più di 250km di sentieri che collegano lago e montagna, dai 73 campi da tennis, ai prati sconfinati degli altopiani a confine con il Trentino.

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Due giorni intensi che ci hanno dato la possibilità di vivere al meglio la natura incontaminata e l’infinita offerta di attività che solo Tremosine sa dare: dal trekking al canyoning, dalla vela al kitesurf, dal nordic walking alla mountain bike, dalla tintarella allo spritz sulla spiaggia.

Tradizione e natura si fondono al meglio offrendo tipicità assolutamente uniche, come il Tartufo di Tremosine, l’Olio Extra Vergine d’Oliva, le innumerevoli tipologie di miele e in ultimo, ma di certo non per importanza, ciò che è considerato da tutti la gemma dell’altopiano: il caseificio Alpe del Gardache con le sue formaggelle e le sue forme di Garda è famoso anche oltre oceano.

tremosine_garda_formaggio
What else?

Beh la ciliegina sulla torta è come si arriva a uno dei Borghi più belli d’Italia. La strada che collega Campione del Garda all’entroterra tremosinese è un vero e proprio spettacolo. Vecchia di 100 anni, ma in condizioni perfette, ha mantenuto il fascino di un’antica via rurale scavata nella montagna, e i suoi passaggi stretti, quasi come se la roccia volesse lambire le vetture come nella Forra, offrono un’esperienza di guida, e di vita, d’altri tempi.

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“Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel  che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, veder di giorno quel che si era visto di notte, con il sole dove prima pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui posti già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio.
Sempre.”
(José Saramago)