Alcuni anni fa ho partecipato ai laboratori creativi organizzati dalla Fondazione Rava e sono rimasta colpita dalla passione con cui i bambini seguivano le mie istruzioni per realizzare piccoli manufatti o dipingere, in un paio di casi anche senza parlare la stessa lingua, a dimostrazione di come la pratica permetta di superare le barriere della comunicazione.
Recentemente sono entrata in contatto con una nuova realtà che mi ha entusiasmato: il doposcuola parrocchiale di Santa Lucia, nella periferia di Milano.
Ho conosciuto Sabrina, la coordinatrice del doposcuola, e mi ha raccontato di essersi ispirata al mio tutorial “Per la mamma: un cuore fai da te” per far realizzare ai bambini più piccoli alcuni chiudi pacco, utilizzando la pasta sintetica atossica autoessiccante, le formine per i biscotti e mattarelli con texture.

chiudi-pacco

Questo è solo una delle tante iniziative che si affiancano allo svolgimento dei compiti scolastici, quindi le ho chiesto di raccontarmi qualcosa di più.
“Il titolo del progetto TUTTI PER UNO! esprime bene la centralità che ha per noi il ragazzo e la nostra intenzione di non agire da soli: il lavoro è pensato e svolto dalla Parrocchia usando risorse proprie ed esterne, in sinergia con le scuole, i genitori e il territorio. Al centro del progetto sta quindi il minore che frequenta la scuola dell’obbligo, da sostenere e affiancare perché le proprie carenze siano superate.”
Mi racconta che i bambini con difficoltà di concentrazione cambiano atteggiamento quando si trovano ad affrontare un lavoro creativo, e rimangono seduti fino a quando non l’hanno portato a termine; inoltre gli insegnanti hanno riscontrato che questo “esercizio” ha ripercussioni positive anche a scuola, migliorando il comportamento dell’alunno.

La scelta dei progetti di riciclo invece è stata dettata dall’insufficienza dei fondi ma si è rivelata educativa: lo scorso anno si sono svolti diversi laboratori, utilizzando materiali di scarto come tappi di plastica e cialde del caffè. Inoltre Sabrina spiega che, grazie all’iniziativa di alcuni supermercati, che rilasciano un buono spesa in cambio delle bottiglie di plastica da riciclare, i ragazzi si impegnano nel raccoglierle e consegnarle per poi acquistare la merenda. In questo modo si insegna un modo onesto e rispettoso per l’ambiente per avere qualcosa in cambio. “Il Quartiere di Quarto Oggiaro in cui vivono i ragazzi è una delle realtà in Milano definite come “area a rischio”, e chi lavora con loro nella Scuola o nell’Oratorio conosce bene la drammaticità di questa definizione: essa è legata a fenomeni come la devianza e la delinquenza, l’attrazione a facili guadagni che li porta al non completamento degli studi, il diffuso vandalismo, ma prima ancora, le radici di questi fenomeni sono nell’insuccesso formativo e nell’abbandono scolastico, con conseguente marginalità sociale, disistima di sé e colpevolizzazione dell’ambiente circostante. Questi minori rischiano poi una marginalità che viene protratta nel tempo, perché il mondo del lavoro li rifiuta e non avendo sufficienti strumenti cognitivi sono facile preda di un contesto che li usa e tende a evidenziarne il degrado. Ci siamo resi conto che l’origine remota di queste situazioni di marginalità sono proprio culturali: la bassa scolarizzazione (anche primaria), l’incapacità familiare a provvedere alla formazione scolastica dei figli e la precarietà economica delle famiglie (per cui molti non comprano tutti i libri, non possono fare ripetizioni a pagamento…). La scuola dal canto suo fa il possibile, ed è una istituzione fondamentale da promuovere e sostenere (e dalla quale riceviamo moltissimo appoggio).”

riciclo

Questo servizio di doposcuola è aperto tutti i giorni feriali e si svolge in tre aule, ambienti idonei e protetti da possibili distrazioni. Per loro è importante offrire un servizio personalizzato quindi il numero dei ragazzi che partecipa dipende dal numero di volontari che collaborano e dalle loro disponibilità.
“Il volontario – che conosce la situazione di partenza del ragazzo e che viene formato per essere sempre più attento ai suoi bisogni – cerca di raggiungere gli obiettivi stabiliti e in particolare cerca di rimuovere le cause remote delle carenze del soggetto, non limitandosi a svolgere i compiti del giorno dopo. Alla fine della lezione viene compilato con precisione il registro del lavoro svolto, perché servirà per la presentazione al Consiglio di classe della Scuola.”

Nello specifico, si impegnano per creare un clima di collaborazione con i responsabili scolastici (maestri, professori, direttori didattici, presidi e altre figure), promuovere nelle famiglie il valore dello studio e della partecipazione alle iniziative scolastiche e al rapporto personale con i docenti in un clima di collaborazione, potenziare il servizio di recupero extra-scolastico ad opera di operatori volontari per ragazzi con problematiche culturali, familiari ed economiche particolarmente evidenti e infine coordinarsi con il lavoro degli operatori/strutture/enti presenti sul territorio.

Conclude spiegando che “il servizio è assolutamente necessario e vorremmo potenziarlo negli anni.”

Tra i tutorial ai quali mi ha detto che si ispirerà per i prossimi laboratori creativi c’è quello dei profuma biancheria, nella variante con il cotone e utilizzando dei sacchettini già pronti per rendere il progetto adatto a chi non può maneggiare ago e filo. Pensare che le mie idee possano contribuire all’educazione mi rende molto orgogliosa.

Il sito del doposcuola è ancora in costruzione, ma se volete contattare Sabrina potete scrivere una mail a doposcuolaslucia@hotmail.it