Riesco a resistere a tutto fuorché alle tentazioni, diceva Oscar Wilde. O, visto che siamo in tema, I can resist anything but temptation!

Queste tentazioni, nel mio caso, sono rappresentate dagli scambi linguistici. No, non quelli da lingua in bocca, che hanno comunque il loro perché, ma quelli per imparare una lingua straniera in modo informale e spesso divertente: ci si iscrive a un sito, si prende appuntamento con uno/a sconosciuto/a, et voilà, il gioco è fatto.

Facciamo un esempio pratico: vogliamo migliorare il nostro inglese un po’ scarso, ma non abbiamo la minima intenzione di buttare soldi (spesso tanti) in un corso. Come si fa?

È presto detto: si cerca – mettiamo il caso a Milano – una persona di madrelingua inglese che desidera imparare l’italiano, le si dà appuntamento per un caffè (o un aperitivo, una passeggiata, una cena, etc etc), si supera il piccolo choc iniziale dovuto al fatto che magari questa persona è un po’ bizzarra e si comincia a parlare. Un po’ in italiano e un po’ in inglese, in modo da guadagnarne entrambi.

Io insegno a te e tu insegni a me. A costo zero. Inglese, francese, spagnolo, cinese, armeno… gli scambi linguistici non conoscono confini.

Certo, ci sono sì dei pro, ma anche dei contro.

 

Pro:

– è gratis;

– si possono fare nuove amicizie;

– si impara a comunicare, perché ci si focalizza sulla conversazione;

– si può sempre scappare a metà appuntamento, se il tipo che abbiamo incontrato comincia a perdere pezzi di pelle (ciao Edward, è stato davvero un piacere conoscerti, però a mai più, eh).

 

Contro:

– gli scambi linguistici sono come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita (l’arrogante, il lercio, la maestrina, e chi più ne ha più ne metta);

– creano dipendenza;

– c’è una piccola percentuale di iscritti che crede che il sito di scambi sia un sito di appuntamenti. E amen.

 

Però in generale funzionano. E questa è la cosa importante. Enjoy!