Ormai è una tradizione. Il ristorante Kico, ad Assago, alle porte di Milano, organizza happening dove i clienti incontrano i produttori vinicoli e degustano i vini, percorrendo un menù studiato per l’occasione.

Questa volta sul palcoscenico c’era la cantina Perla del Garda. Vini al femminile, raccontati con passione dalla proprietaria-winemaker Giovanna Prandini. Non aspettatevi però la classica, noiosa serata con qualcuno che vi rovina la cena pontificando su quello o quell’altro. Da Kico si viene per passare una bella serata con gli amici, mangiare gran bene e provare qualche vino in compagnia. Le chiacchiere sul vino avvengono con garbo, tavolo per tavolo, a tu per tu, se lo desiderate. Una formula in controtendenza che, personalmente, trovo ben più gradevole rispetto a quella del “simposio auto-celebrativo”, che pare si stia diffondendo come una malattia.

Per quanto riguarda Perla del Garda, vi dirò solo che è una realtà giovane, che vive della passione e della competenza di Giovanna, coadiuvata da un piccolo team che opera nel versante bresciano della Doc emergente Lugana, a due passi da Desenzano e dal Lago di Garda. I risultati non mancano, basta guardare il palmarès dei riconoscimenti ottenuti solo in questo 2013: 5 Sfere Sparkle per il Settimo Cielo Extra Brut 2009, Certificazione di eco sostenibilità “Make It Sustainable”, Premio Ecofriendly 2013 dalla Guida Vini Buoni d’Italia. Incrociando i punteggi delle guide top d’Italia, il Madre Perla Lugana in purezza 2009 risulta il migliore d’Italia.

Apertura scenica con una profusione di magnum Millesimato 2007. Chardonnay in purezza, 60 mesi sui lieviti, è il fiore all’occhiello della collezione di bollicine di casa Perla. Oltre all’aperitivo, questo eccellente metodo classico, dal carattere schietto ed elegante, accompagna gli antipasti: Carpaccio di ricciola con foglie di quercia, senape antica e miele e Tartare di tonno rosso mediterraneo con frutti esotici e citronette ai fichi d’india. A seguire, arriva in tavola il piatto che più ha fatto parlare di sé, l’ottima zuppa di lenticchie di Castelluccio con totani, paranza, gallinella e gamberi. Piatto sorprendente, equilibrato, intrigante, perfetto per questa stagione.

Lo accompagna il Madre Perla 2009, 100% Trebbiano di Lugana. Vino di notevole spessore e carattere, minerale, elegante. Ha bisogno di pazienza, sia in cantina che nel bicchiere, per esprimere appieno il suo fascino intenso. Con il secondo, l’Orata con speck croccante pere e cannella, viene servito un altro Lugana in purezza, il Madonna della Scoperta. Anche in questo caso l’annata è il 2009, a dimostrazione che in Italia siamo capaci di fare dei bianchi da invecchiamento. E’ ora di sfatare, una volta per tutte, la convinzione che i nostri bianchi sia meglio farli fuori durante l’anno. A volte è una necessità per nascondere i difetti di un vino senz’anima, spesso è una distrazione che ci sottrae il piacere di bere dei grandi vini nella loro miglior forma.

Per finire, ecco la Parfait alla nocciola, servita in coppa e accompagnata dal Drajibo, un passito ottenuto da uve RieslingTrebbiano di Lugana e Incrocio Manzoni. Dolce, opulento, ma ancora fresco, ricco di sentori di miele e di frutta tropicale.

Una bella serata, da ripetere, ma per ora non vi svelo i prossimi, golosissimi, appuntamenti.

 

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