Il Tokaj, la regione ungherese del vino a nord est di Budapest, si estende ai piedi dei monti Zemplen e si snoda principalmente fra i paesi di Tallya, Mad, Tarcal, Szegi, Szegilong e Tokaj.

Dolci colline coperte di vigneti fanno da sfondo a un percorso senza difficoltà altimetriche, quindi percorribile anche in bici. Così è nata l’idea della nostra Pasqua bike & wine! Facendo base a Tarcal (Andrassy Rezidencia Hotel Wine & Spa), la domenica abbiamo affittato le bici e abbiamo puntato verso Tokaj (nella foto la piazza principale), lungo la strada del vino che gira intorno al colle Kopasz-hegy, concedendoci qualche degustazione lungo il percorso prima di rientrare in albergo e lasciarci coccolare da bagni termali e massaggi.

Tokaj_piazza

Zona vitivinicola dal 1500, forse anche prima, il Tokaj ha visto la sua fama crescere solo dopo la fine dell’occupazione sovietica, quando alcune facoltose famiglie di produttori europei iniziarono a guardare a queste terre dal suolo vulcanico, ricche in minerali. Così è rinata per esempio l’azienda vinicola Disznoko, dal 1992 di proprietà dei francesi di AXA Millesimes. Con i suoi 150 ettari di vigneti, ad oggi è la più grande tenuta di tutta l’Ungheria.

Qui si producono tutti i famosi vini secchi della zona – il Furmint, dal sapore fruttato, ideale con il pesce e le carni bianche, e l’Harsevelu, dal bouquet floreale, ottimo con i funghi e i cibi speziati – e soprattutto l’Aszu, il pregiato vino dolce della regione di Tokaj, le cui uve sono ancora oggi raccolte e selezionate rigorosamente a mano, acino per acino, in base al grado di botrizzazione (= il chicco d’uva viene attaccato  da un fungo, la botrytis cinerea, grazie alle specifiche condizioni climatiche della zona).

Cantina Disznoko

Parlando di vino, la cantina Disznoko è la tappa che vale il viaggio, ma il giro può essere più ampio, trattandosi di un ambiente ricco di biodiversità e di scorci di inaspettata bellezza. Sorpresa delle sorprese, a Tiszadob si può ammirare l’ottocentesco Castello Andrassy, dove la principessa Sissi s’incontrava con i nobili ungheresi che aspiravano all’indipendenza da Vienna.

La campagna tutt’intorno non è molto distante da quella che conosco e che amo, solo più acquitrinosa – il fiume Tizsa lambisce questa terra verde e gialla, coltivata a grano e mais, trapuntata di canneti, dove gli aironi volano bassi e non è difficile incontrare branchi di caprioli.