Adoro tutto quello che strizza l’occhio al passato e impazzisco per le grosse chiavi decorate. Sono la fiera padrona di un ciondolo Tiffany con questa foggia ma, non trovandolo adatto a tutti i vestiti e le circostanze, ne ho realizzati altri con alcune chiavi acquistate in un ferramenta di Parigi.

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Una di queste l’ho montata su una lunga catena ottenuta con pezzi dalle maglie diverse (non buttate mai via le catenine rotte, con una pinza si possono aprire gli anelli per unirle tra loro con infinite combinazioni). La catena lunga permette non solo di risparmiare la “fatica” di montare un moschettone ma anche di indossare la collana sia in tutta la sua grandezza sia a cappio a seconda di ciò che indossiamo.

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L’altra si è trasformata in portachiavi, bellissima in compagnia delle sue simili moderne ma anche come ciondolo per una borsa.

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Quando le indosso ricevo più complimenti di quando sfoggio la sorella più snob.
In realtà si sprecano anche le battute, perché la gente ironizza sia sull’origine sia sull’utilizzo del vistoso ciondolo, ma queste persone ignorano che se veramente avessi la possibilità di saccheggiare le chiavi dagli armadi degli anziani parenti le indosserei tutte (e sicuramente troverei un utilizzo anche per le nappe colorate).