“E forse non finiamo all’inferno per quello che facciamo. Forse finiamo all’inferno per quello che non facciamo.”
[Ninna nanna – Chuck Palahniuk, 2002]

Prendete fiato. Chiudete gli occhi. E immaginate uno dei peggiori scenari possibili della vostra vita.
Ad esempio il violento omicidio di vostro padre.
Distrutti e senza parole venite chiamati in tribunale davanti all’assassino.
Lo attende la pena di morte, ed è quello che gli accadrà poco dopo anche a causa della vostra testimonianza.
Siete seduti lì, il corpo abbandonato, le membra stanche, nessuna voglia di parlare, poca di vivere.
Come avreste reagito?
Di noi stessi non sapremmo sinceramente dirlo, ma Chuck Palahniuk in quell’esatta circostanza ha iniziato a scrivere un libro.
L’unico modo, nella sua testa, per cercare di superare il momento più cupo della sua vita.
Proprio lì, su quel tavolino di legno di un tribunale di Washington, mentre la giuria discuteva sulla sentenza.
Da quei giorni sono passati 14 anni.
E quel libro ora diventerà un film.
Il titolo?
“Lullaby”, ninna nanna.

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Che la mente visionaria, malata, geniale, minimalista, controversa e provocatoria di Chuck fosse capace di capolavori letterari ne avevamo già avuto ampia prova proprio in quel periodo.
Fight Club“, il film di culto della generazione dei trentenni di oggi, era appena uscito al cinema (1999) grazie al regista David Fincher, capace di adattare incredibilmente il romanzo di uno scrittore e giornalista americano con già all’attivo altri due libri indimenticabili.

Chuck Palahniuk da quei giorni di istantanea fama mondiale, da “Invisible Monsters” e “Survivor“, è diventato uno dei più ammirati, imitati, seguiti, odiati, criticati, adorati autori del mondo.
Celebri sono ancora oggi i suoi incontri dal vivo con i fan. Le sue letture al pubblico, e il successo di ognuna di esse calcolato da quante persone sarebbero svenute o avrebbero abbandonato la sala.
E se la sua produzione ha avuto un inevitabile calo creativo dal 2005 in poi, ovvero dalle opere post-“Cavie“, i primi sette volumi scaturiti dal suo talento unico hanno segnato per sempre la storia del romanzo contemporaneo.

Tra questi, “Lullaby” è un’eccezione.
Non per la qualità, tremendamente elevata quanto gli altri fratelli, ma per la genesi.
Nato durante quei tremendi giorni in una corte di giustizia americana, riflettendo sulla facilità di infliggere la morte attraverso una legge, il libro narra di un potere soprannaturale che soli cinque individui al mondo conoscono per togliere in un attimo la vita a chiunque scelgano come vittima.
Questo potere è la recita di una ninna nanna, scritta con innocenza in un libro per bambini.
Qualcuno dei protagonisti vorrebbe utilizzarla.
Qualcun altro distruggerla, e con essa tutte le copie esistenti.
Nel mezzo, da usuale co-protagonista di ogni “novella” di Chuck, la società statunitense moderna. Depressa, contraddittoria, allo sbando, cinica, ipocrita, consumistica, ignorante, ingenua, violenta.

L’altra eccezione è che questo film tratto da uno dei libri di Palahniuk non sarà prodotto da una grande major cinematografica come “Fight Club” e “Soffocare”. Oh no, molto meglio. Sarà prodotta da Noi, dai lettori, da coloro che sono cresciuti e sono cambiati, con le storie di Chuck Palahniuk.
Il progetto è partito due mesi fa su Kickstarter.com grazie all’idea del regista indipedente Andy Mingo e lo stesso Chuck, co-autore della sceneggiatura dopo aver terminato quella a fumetti sul sequel di “Fight Club”.
L’intento è quello di girare un’opera filmica la più fedele possibile all’idea originale di “Ninna nanna”, e per farlo gli autori -Chuck, il regista e la crew- dovranno avere il totale controllo creativo sul prodotto.
Un obiettivo raggiunto e che sarà concretizzato grazie alla creazione di una campagna di “crowdfunding” che ha già raggiunto il minimo indispensabile per fare il film, 250mila dollari. Ma chiaramente più soldi verranno donati e maggiore sarà il risultato artistico.

Noi abbiamo già versato la nostra quota, e come “ricompensa” per essere dei “sostenitori” oltre a ricevere a Settembre la t-shirt originale del film saremo inseriti insieme ad altri 4142 “backers” nei titoli di coda, previsto per il 2017.

Se l’idea vi piace, se volete sostenere un progetto che sta per concludersi (meno 2 giorni!) e che parte da molto lontano o se semplicemente volete entrare nel vostro locale preferito annunciando ai vostri amici che avete “finanziato un film”, questo è il link diretto per dire la vostra su “Lullaby”.

Con un unico avvertimento: se lo incontrate, e potrebbe capitare in Italia a Settembre 2016, non chiamatelo MAI più Chuck “Palaniuk” ma bensì “Polanìk”, la pronuncia corretta del cognome di uno dei più grandi. O rischiereste di passare un brutto quarto d’ora.