Acconsento a che si instauri il delitto di sognare
Se sogno, sogno ciò che mi viene vietato
Mi dichiaro colpevole. Mi piace avere torto
Agli occhi della ragione il sogno è un bandito
(Louis Aragon)

Le vacanze sono alle porte e la voglia di staccare la spina con una lettura interessante ma disimpegnata si fa pressante? Niente paura, c’è il libro che fa per voi: Ninfee nere di Michel Bussi (edizioni e/o, 400 pagine, 16 euro).
È un noir ambientato in Normandia, precisamente a Giverny, il paese di Claude Monet e delle sue ninfee.

«A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L’indagine dell’ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha undici anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l’artista avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo. L’intreccio è costruito in modo magistrale e la fine è sorprendente, totalmente imprevedibile. Ogni personaggio è un vero enigma. Un’indagine con un succedersi di colpi di scena, dove sfumano i confini tra realtà e illusione e tra passato e presente. Un romanzo noir che ci porta dentro un labirinto di specchi in cui sta al lettore distinguere il vero dal falso». (Sinossi da www.edizionieo.it)

Ed è vero, perché Bussi mischia più volte le carte in tavola; amore, desiderio, arte, mistero, vecchie case, pittori, poeti, tele e colori sono gli ingredienti che l’autore usa per dipingere il suo quadro e per trasportare il lettore in mezzo ai fiori del paesino normanno, a indagare su un omicidio che nasconde molto più di quel che sembra. E poi c’è Neptune, il cane, il filo rosso che collega le tre donne protagoniste.

Ma non voglio svelare di più.

Buona lettura!

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Immagine di copertina dall’edizione francese per Presse De La Cité.