Cosa si prova a dividere la casa – e la vita – con un collezionista di tazzine di porcellana? Se questa è la grande domanda che vi siete sempre fatti, Non c’è niente che non va, almeno credo di Maddie Dawson (Giunti Editore, pp. 384, 15.90 euro, ebook 9.99 euro) è il libro che fa per voi.

«È sabato mattina e Rosie e Jonathan sono a letto in un momento di intimità, quando il telefono inizia a squillare senza tregua. Sul display compare un numero sconosciuto. Ancora non sanno che quella telefonata di per sé insignificante manderà all’aria tutta la loro vita. Più che quarantenni, Rosie e Jonathan sono gli unici fra i loro amici a non aver messo su famiglia e a vivere da eterni fidanzati in un quadrilocale che sembra arredato da due studenti. Impossibile immaginare che a pochi giorni da quel sabato Jonathan si inginocchierà davanti a Rosie chiedendole di sposarlo e seguirlo in California! La prima a storcere il naso di fronte all’improvvisa proposta è l’energica nonna Soapie: sognatrice, anticonformista, irriverente, Soapie ha sempre spronato Rosie a osare nella vita, a coltivare le sue passioni e seguire i suoi desideri. Per questo non capisce cosa spinga la nipote sull’altra sponda dell’oceano, dietro a un ragazzotto con la passione per le tazzine di porcellana. Ma il destino è sempre pronto a stuzzicarci e quando Rosie sarà messa di fronte a un’altra scelta cruciale, dovrà per forza decidere quale partita giocare. Perché la grande regola della vita è che non è mai troppo tardi per correggere il tiro e la felicità è sempre più vicina di quanto immaginiamo. Basta ricordarselo».

Eh già, basta ricordarselo.
Non c’è niente che non va, almeno credo è stato per me il libro delle coincidenze: nomi, pensieri, storie e situazioni mi hanno fatto pensare a persone a me vicine, ad altri nomi, ad altri pensieri, ad altre storie e ad altre situazioni. Mi ha fatto ridere e anche un po’ piangere, perché mi sa che con l’età si diventa sentimentali. E mi ha fatto persino riflettere, il che non guasta mai.
C’è Rosie, con la sua vita che sembra scorrere su binari ben precisi, ma che all’improvviso viene sconvolta da una serie di emozioni non previste.
C’è Jonathan, il collezionista di tazzine, forse più interessato alla porcellana che agli esseri umani.
C’è Soapie, la nonna di Rosie, piena di gioia di vivere e di voglia di ballare.
C’è George, l’amante – fidanzato – amico speciale di Soapie, colui che contribuisce alla gioia di vivere e alla voglia di ballare di cui sopra.
C’è Tony, il giovane badante, l’uomo un po’ strambo ma gentile e premuroso.
C’è Milo, il figlio di Tony affidato alla madre e alla nuova compagna di lei, che riuscirà a convincere Rosie a fare i diamanti nel microonde.
E infine c’è Serena. Ce ne sono diverse, in realtà: sono il passato e il futuro di Rosie, sono il dolore e la felicità.

Buona lettura!

Certe volte, un bacio è solo una risata espressa in forma diversa e, anche se è vagamente consapevole che dovrebbe respingerlo, è così felice che non riesce ad allontanarlo.
È così. Non ci riesce.

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