Era il 2009 , Sudafrica, confederation CUP, stadio di Tswane meglio nota come Pretoria. Ho ancora nelle orecchie il rumore assordante delle Vuvuzela.

Italia – Brasile, la partita che tutti sognano come finale dei mondiali che stanno per iniziare!
Un mondiale di calcio è un evento non solo mediatico ma anche per i fotografi accreditati.

Lavorare sotto l’organizzazione della FIFA è un esperienza unica. Nulla è lasciato al caso.
La partita per i fotografi inizia cinque se non sei ore prima del fischio di inizio, quando in sala stampa (sarebbe meglio definirla capannone stampa viste le dimensioni), il Photo Manager convoca tutti i fotografi per l’assegnazione dei posti a bordo campo.
Precedenza assoluta viene data ai fotografi ufficiali e alle grandi agenzie (Getty, Reuters, AP, AFP…) poi tocca ai fotografi provenienti dalle nazioni delle squadre in campo e per finire tutti gli altri. Assolutamente vietato ogni tipo di spostamento dalla propria postazione… pena essere rincorsi da un addetto FIFA che con tono gentile ma piuttosto fermo vi farà notare la vostra infrazione…
A ogni fotografo solitamente oltre alla canonica pettorina viene assegnato un cartellino che identifica la postazione assegnata, nel caso voleste fare i furbi.

Non resta che aspettare, fare gli ultimi controlli alla propria attrezzatura e scendere in campo. Quello che ti aspetta è una sedia e un micro spazio dove poggiare il tuo computer.
A disposizione di ogni fotografo una connessione internet super veloce.
Solitamente a una partita possono assistere fino a 200 fotografi letteralmente appiccicati l’uno all’altro. La regola non scritta vuole che, per evitare di impallare il collega al proprio fianco, il paraluce non sia montato sull’obiettivo.
Prima della partita giusto il tempo di scambiare qualche parola con il vicino: il bello di questi eventi è anche incontrare colleghi provenienti da tutto il mondo.

Fischio di inizio… scatenate gli otturatori!