Milano è bella, anche se non lo sa. Inconsapevolmente bella. Milano ha angoli, cortili, passeggiate, scorci che mozzano il fiato.
Milano è brutta, sentiamo dire spesso. Milano fa schifo, leggiamo su Facebook altrettanto spesso. E ok, a Milano un velo di grigio cemento – inteso sia in senso letterale, sia come nebbia, inquinamento, pessimismo e malumore – c’è, ma a volte è sufficiente allungare la mano e spostarlo, per scoprire le cose belle che nasconde.
Milano, infatti, è un’amante discreta, che non si mette in mostra e si svela a poco a poco. Un’amante misteriosa, che ha bisogno di occhi capaci di vedere e di orecchie disposte ad ascoltare le sue parole, siano esse gioiose, siano esse tormentate.
Ecco alcune di queste parole:

Milano è una seconda Parigi, autori vari a cura di Eleonora Carantini (Sellerio Editore Palermo, 10 euro)
Questo è un libro da tenere sul comodino, da leggere e rileggere, da aprire a caso per (ri)scoprire la città.
«Il Duomo e la sua forza centripeta, il Castello, denso di storia, simbolo di forza e di potere, Brera, la Biblioteca Ambrosiana, straordinario serbatoio di cultura, Sant’Ambrogio, Santa Maria delle Grazie con il Cenacolo: le impressioni di viaggiatori illustri che sostarono a Milano.
Nei secoli del Gran tour la trascurata, negletta Milano era solo una tappa di passaggio per i viaggiatori europei; proprio per questo, però, scrittori alla volta di celebrate mete, a Milano soggiornavano e scoprivano aspetti più suggestivi e degni di nota di quanto si aspettassero e ne scrivevano, benché poco ci si soffermi su questi scritti – qui raccolti, dal 1600 agli inizi del ‘900 quelli di: Thomas Coryat, Joseph Addison, Edward Gibbon, Charles Burney, Thomas Jones, Thomas Jefferson, George Gordon Byron, Percy Bysshe Shelley, Dorothy Wordsworth, Lady Morgan, Ralph Waldo Emerson, John Ruskin, Charles Dickens, Hermann Melville, George Eliot, Marc Twain, Oscar Wilde, Henry James, Edith Wharton, John Addington Symonds». (Sinossi da sellerio.it)

Arrigoni e l’omicidio di via Vitruvio di Dario Crapanzano (Mondadori, 15 euro)
In questo libro, ultimo uscito della serie che vede come protagonista il commissario Arrigoni, c’è tutta la Milano degli anni Cinquanta. Gialla.
«Marzo 1953: Flavio Villareale, prestante cinquantenne, attore, regista e proprietario del Teatro Imperiale, un elegante edificio liberty in zona Stazione Centrale, viene trovato senza vita nel suo appartamento di via Vitruvio, a due passi dal teatro. A scoprire il cadavere è Umberto Calcaterra, socio di Flavio e amministratore del teatro. L’esame del medico legale riscontra i segni inequivocabili di una morte per soffocamento: Flavio Villareale è stato ucciso. Trovare l’assassino è compito degli uomini del commissariato Porta Venezia, guidati dal commissario capo Mario Arrigoni. I primi colloqui già mettono in evidenza la personalità della vittima, geniale artista ma pessimo soggetto sul piano umano: assatanato di sesso, dedito a pratiche sadomasochistiche, non esita a sfruttare il suo fascino e la sua posizione professionale per sedurre ogni bella donna che incontri sul suo cammino. Come se ciò non bastasse, pesanti ombre arrivano anche dal passato: mussoliniano fino al fanatismo, pare abbia denunciato oppositori veri e presunti del regime all’Ovra, la polizia segreta fascista, appropriandosi, in cambio dei loro beni. Toccherà al commissario Arrigoni risolvere il mistero, tra giovani e bellissime attrici, vecchi suggeritori, e camerati non troppo pentiti… Per concludere che, ancora una volta, con un po’ di generosità e meno egoismo, non ci sarebbero stati né morti né assassini». (Sinossi da lafeltrinelli.it)

Canto Milano di Alda Merini (Manni Editore, 12 euro)
Il racconto di una Milano in cui non ci si riconosce più: Non l’amo più Milano. È diventata una belva che non è più la nostra città. Adesso è una grassa signora piena di inutili orpelli.
«Alda Merini racconta la sua città, ricorda in una lunga prosa la Milano dell’infanzia e della giovinezza, quella dei quartieri popolari e delle osterie, dei barboni e degli artisti, dei cinema e delle librerie, delle sorelle Fontana e del prete esorcista di Ratanat. Alda Merini canta Milano (poesie già edite e poesie scritte per questo libro), una città profondamente cambiata che non riconosce. Completano il volume un’antologia critica sulla poetessa e un inserto fotografico che descrive attraverso le immagini il rapporto tra la poetessa e Milano». (Sinossi da Amazon)

Milano è anche un’amante che può ferire, certo, ma questo è un rischio che vale la pena di correre.
Buona lettura!