Giusto sotto il Lago di Garda, spesso tralasciata dai visitatori distratti o preoccupati d’incontrare orde di tedeschi famelici in cerca di trattorie col menù fisso a 12 Euro. E invece no, questo è un territorio tutto da scoprire e questo è il primo tassello di un itinerario che andremo a comporre in diversi appuntamenti. Il territorio, grossomodo, va da Desenzano a Peschiera del Garda: interessa la Lombardia, il Veneto e scende fino alla provincia di Mantova.

Lugana è una zona, un vino, una Doc. Per la precisione, una delle prime in Italia, nata nel 1967. Il Lugana è vino di lunga storia, dalle radici Romane alla certificazione fin dal Settecento e deve il suo carattere unico al microclima del lago e all’argilla che caratterizza il terreno. Nasce da una particolare varietà del Trebbiano, la Turbiana, è un bianco inconsueto, la sua sapidità ricorda il mare, ha gran carattere, è capace di invecchiamenti impensabili per altri vini bianchi e non si scorda facilmente. Da queste parti scoprirete cantine eccellenti e ristoranti strepitosi: vignaioli, chef, e artigiani capaci di sconvolgere ogni luogo comune sul Garda e dintorni.

Cominciamo percorrendo una stradina di campagna che si allontana da Desenzano passando per centri commerciali e parcheggi. Non lasciatevi scoraggiare e seguite le indicazioni per la Madonna della Scoperta. Ben presto vi troverete fra ampie colline e in cima ad una di queste ecco la cattedrale del vino di questo territorio. La Perla del Garda è una cantina inconsueta per questa zona: grande, moderna, giovane e di design. Per capire cosa c’è dietro alla forma bisogna incontrare Giovanna Prandini, giovane enologa di casa. La sua passione spiega molte cose, ma non prepara alle sensazioni regalate dalla degustazione dei suoi vini. Per rimanere sul territorio proviamo i bianchi. Per partire 3 bollicine ottenute con il metodo classico, tutte in magnum, tutte interessantissime:  Lugana Spumante Doc “Millesimato 08” Brut (da uve Trebbiano di Lugana in purezza), il Settimocielo VSQ Brut (50% Lugana e 50% Chardonnay) e il Garda Chardonnay VSQPRD “Millesimato 07” Extra Brut (Chardonnay in purezza). E questi, oltre ad essere ottimi, brillano per il rapporto qualità/prezzo. Entriamo ancora più nel territorio con 3 Lugana fermi:
il Madre Perla, Lugana Doc, il Perla, Lugana Doc e il Madonna della Scoperta, Lugana Superiore Doc tutti da uve Trebbiano di Lugana in purezza. In particolare il Madre Perla, quest’anno, in un confronto fra le più importanti guide vini si è imposto come il miglior Lugana d’Italia.

Per finire la nuovissima Vendemmia Tardiva, ottenuta da uve Trebbiano di Lugana in purezza raccolte a mano dopo l’appassimento in pianta. Si tratta di un vino complesso e sensuale, capace di accompagnare diversi tipi di formaggio, il foie gras, ma anche antipasti di buona aromaticità. Imperdibile la visita della cantina, con i suoi colonnati, la collezione di moto d’epoca e la barriccaia sotterranea.

All’insegna dell’understatement l’appuntamento successivo: Ca Lojera è poco più di un capannone ma, guidati dalla mitica signora Ambra, proverete vini formidabili che vi renderanno schiavi di questo territorio.

Cominciamo con il mio preferito, anche se non è il percorso di degustazione corretto. Ma tant’è, ho voglia di berlo. Il Ca Lojera del Lupo è uno dei grandi tesori di questo territorio. Complesso e seducente, è un vino di grande struttura. Ha finalmente ottenuto lo status di Riserva, come si potrà leggere in etichetta a partire dalla vendemmia 2011 (non ancora in vendita). È un vino, questo, capace di grande invecchiamento, così come il suo fratello, il Superiore di cui cerco ogni volta di portar via una vecchia annata, diciamo oltre i 10 anni. Vorrei ricordare che parliamo di bianchi e di Italia. Paese dove i grandi bianchi da invecchiamento sono frequenti come gli asini che volano. Per finire la degustazione della Casa dei Lupi, ecco il Lugana base, che brilla per pulizia e rapporto qualità/prezzo e il rosato. Nato come progetto sperimentale una manciata d’anni fa, è diventato un best seller esportato a New York, Londra, in Corea e via dicendo. Provatelo.

Per i più golosi questi dintorni offrono molto. Un salto a Pozzolengo (diavolo… ma perché dargli un nome così?) per comprare il famoso Salame Morenico, ottenuto dalle parti nobili dei maiali allevati appunto sulle colline moreniche che fanno da confine alla zona del Lugana Doc. Lo si può comprare al Centro Carni Colli Storici di Pozzolengo mentre lo zafferano, coltivato e lavorato da due giovani, nell’Azienda Agricola Al Muras.
Per quanto riguarda le gambe sotto il tavolo… qui la scelta è dura.

Assolutamente imperdibile il menù della signora Wanda che, a Moniga del Garda, da 25 anni, porta avanti la sua ricerca volta a valorizzare il pesce di lago. È vero che c’è da fare qualche chilometro, ma il ristorante Al Porto ve lo ricorderete.
Più vicino, a Desenzano, la Lepre è l’indirizzo di riferimento per gli amanti della buona cucina. Se poi siete in vena di una cena romantica, raffinata e magari a Sirmione, ecco La Rucola, dove il giovane e stellato chef vi farà innamorare dei Jeunes Restaurateurs d’Europe.

La Perla del Garda
www.perladelgarda.it

Azienda Agricola Cà Lojera
www.calojera.com

Ristorante Al Porto
www.trattoriaporto.com

La Lepre
www.lalepre.com

Ristorante La Rucola
www.ristorantelarucola.it