Al discreto fascino del sottosuolo, ahimè, nessuno può resistere. Cunicoli, gallerie, ossa e passaggi misteriosi, infatti, attraggono l’uomo con la stessa forza magnetica che i cestini della merenda esercitano sull’orso Yoghi: è rischioso, ma non ci si può sottrarre.

È di qualche giorno fa la notizia che a Parigi i controlli contro gli abusivi del sottosuolo, i cosiddetti «cataphiles», sono stati intensificati a causa delle proteste degli ambulanti del Boulevard Raspail, nel VI arrondissement, stanchi di veder sbucare gente dai tombini durante le ore di mercato.

Già, perché gli estimatori «illegali» della Parigi sotterranea non sono certo pochi: vagano senza sosta tra i cunicoli, organizzano tour «abusivi», disegnano mappe e, se capita, fanno persino delle feste. D’altra parte chi non vorrebbe bersi un drink con lo Zio Tibia in compagnia di qualche simpatico topolino?

L’unico rischio – sempre che se ne esca vivi, naturalmente – è quello di vedersi appioppare una multa da 135 euro, ma cosa sono pochi spiccioli di fronte alla possibilità di scorrazzare qualche metro sotto il cielo (e non solo)?

Ma anche se si vuole rimanere sul classico e, soprattutto, nella legalità, la Ville Lumière ha parecchio da offrire.

Innanzitutto ci sono le Catacombe, con le loro pareti di ossa e di teschi: una passeggiata sotterranea un po’ inquietante, ma che vale la pena fare almeno una volta nella vita.

Poi ci sarebbero le fogne, ovvero les égouts. Scrivo sarebbero perché sono – appunto – fogne e quindi bisogna essere fisicamente preparati, nel senso che il profumo è quello che è. Io ci sono andata trascinata da un’amica e, onestamente, non lo rifarei.

Meglio le ossa, molto meglio.

E in Italia?

Roma è il luogo per eccellenza delle catacombe cristiane, ma ce ne sono lungo tutto lo stivale, isole comprese.

Coraggio allora, scegliete la meta che preferite e partite per il vostro personalissimo viaggio al centro della terra.