Ci sono tanti modi per raggiungere la Costiera Amalfitana, ma solo uno ti lascia il giusto tempo per innamorarti e acclimatarti alle bellezze del luogo (operazione fondamentale per essere pronti ad accogliere tanta magnificenza): “la metrò del mare”.

Prenotate con anticipo un bel treno Milano-Salerno (con Frecciarossa se siete fortunati potete pure trovare un’offerta), una volta arrivati alla stazione di Salerno dirigetevi verso il molo Masuccio e prendete la barchetta che i locali chiamano “la metrò del mare”; in 30 min di puro piacere, passando in rassegna le bellezze della costiera, raggiungerete Amalfi.

Ugualmente ci sono tanti ristorantini che offrono pesce fresco a picco sul mare ad Amalfi, ma solo uno ti conquista a colpi di bocconi di assaggi divini a sorpresa!

Sì, perché al Lido Azzurro qualsiasi cosa ordiniate, per il piacere del vostro palato, vi toccherà assaggiare una mestolata del ben di dio che sforna la cucina ordinato dal tavolo accanto al vostro; il cameriere uscente con splendide padelle di ghisa portate direttamente al tavolo per servire i commensali, abilmente lascerà sul vostro piatto un assaggio a sorpresa da farvi perdere la testa.

Non fatevi scappare le alici imbottite di provola o il calamaro ripieno di scarola.

Sui primi non ci sono dubbi: la pasta al nero di seppia; perfetta cottura di spaghetti (rigorosamente al dente, spaghettoni Visdomini, la migliore pasta di Gragnano sul mercato) con un sugo di seppioline al nero da manuale!

All’ingresso a disposizione dei clienti un cestino di peperoncini freschi con i quali potrete condire il vostro piatto a piacimento.

Sarà difficile lasciare il locale senza ordinare anche il dolce, sopra tutti menzione speciale per il tiramisù (ovviamente) al limone; che dire?! Non c’è da stupirsi: siamo ad Amalfi!!

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Ricetta: Pasta al nero di seppia ovvero sua maestà Rouge Noir

Naturalmente elemento necessario e determinante per la riuscita del piatto è costituito dalla seppia; dev’essere fresca e della giusta grandezza a seconda delle persone invitate a cena. Fatevi consigliare dal pescivendolo e già che ci siete fatevela pulire ma, mi raccomando, assicuratevi che nel farlo conservi la sacca di nero (per voi preziosissima!!!).

A questo punto arrivati a casa, mentre cuocete lo spaghetto in abbondante acqua salata, tagliate a cubetti (se riuscite tutti della stessa dimensione per favorire una cottura omogenea) la vostra seppia pulita e mettete sul fuoco uno spicchio d’aglio intero, peperoncino e 2 pomodorini datterino a soffriggere.

Dopo qualche minuto di rosolamento aggiungete la seppia tagliata, spadellate almeno un paio di volte come grandi chef e aggiungete sicuri un bicchiere di vino bianco; qui a fiamma viva lasciate evaporare i fumi dell’alcol.

La seppia non deve cuocere troppo (altrimenti diventa dura) ma nemmeno troppo poco (resterebbe gommosa); guardatela mentre sfrigola e assaggiatene un boccone per esserne certi della consistenza (considerate 15 min complessivi).

Ora arriva il momento più divertente: abbassate la fiamma e rovesciate la sacca di nero lasciando che il colore sovrasti ogni cosa!

Scolate dentro lo spaghetto molto al dente insieme ad almeno una mestolata abbondante della sua acqua di cottura; un minuto pieno a fuoco vivo e… ora potete finalmente spegnere il fuoco.

Lasciate riposare (fondamentale) almeno 1 ultimo minuto lo spaghetto, nel frattempo avrete tagliuzzato finemente un paio di ciuffi di prezzemolo (fresco dai, non surgelato!)… e la spaghettata è pronta!