C’è chi va ai corsi di scrittura per scaldare la sedia e disquisire di Biagio il Randagio (io) e chi, invece, ci va a ragion veduta, con la grinta e la determinazione fondamentali per emergere. Una di queste persone è Sara Simoni, classe 1992, una giovane scrittrice di talento che ho avuto la fortuna di incontrare alla scuola di scrittura creativa di Raul Montanari.

Sara, pur avendo solo ventidue anni, ha già un curriculum di tutto rispetto. Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo, Angeli Artificiali, per Macchione Editore; nel 2011 vince, con il suo tema di maturità, il premio Rotaract Maturità; nel 2014 si laurea con il massimo dei voti in Lettere Classiche; nel 2011 e nel 2014 è semifinalista al premio Campiello Giovani; nel 2012 un suo racconto viene pubblicato all’interno del libro 365 racconti sulla fine del mondo a cura di Franco Forte per Delos Books; nel 2013 un altro racconto esce sulla rivista digitale Altrisogni; nel 2012 è finalista al Premio letterario Piero Chiara (Sezione Giovani) con La voce del silenzio, nel 2013 è quinta con La promessa e nel 2014 vince con Ogni piccola cosa; nel 2015 su Linus esce un suo racconto noir.
Potrebbe finire qui, e sarebbe già tanto.
Invece no, perché Sara nel 2014 pubblica per Giunti Editore il romanzo L’innocenza del serpente.

«Ho scritto l’ultima metà del romanzo in circa due settimane» mi racconta Sara, «in una corsa contro il tempo per partecipare al concorso Giunti Talent Y; ho inviato il file poche ore prima della scadenza del bando, senza neanche avere il tempo di rileggerlo. Era una di quelle cose che si fanno tanto per partecipare, per cui sono rimasta sorpresa quando ho ricevuto la proposta di pubblicazione dalla casa editrice, poco tempo dopo. Dei mesi seguenti ricordo solo una gran frenesia: stavo lavorando nello stesso momento alla tesi di laurea, alla preparazione dell’ultimo esame e all’editing del romanzo, e non so quale delle tre cose mi mettesse più agitazione. Mi sembrava che non sarei riuscita a concluderne in tempo nemmeno una. Alla fine, invece, sono riuscita a fare tutto: l’ultimo esame è andato (nonostante lo stato di esaltazione in cui mi aveva messo la visione di quella che sarebbe stata la copertina del romanzo), l’11 giugno 2014 è stato pubblicato L’innocenza del serpente e neanche un mese dopo mi sono laureata».

Sara è una ragazza dolce e simpatica, molto garbata, senza alcuna traccia di spocchia o di presunzione. Studia Scienze della Comunicazione, fa karate, suona la chitarra e scrive. Tanto e bene. Senza fermarsi mai e con la voglia di fare sempre meglio. E infatti io l’ho conosciuta alla scuola di Raul Montanari, nota anche per aver sfornato autori del calibro di Giovanni Cocco, Romano De Marco, Gaia Manzini, Francesco Muzzopappa (e di molti altri).

L'innocenza del serpente

L’innocenza del serpente (Giunti Editore, 4.99 euro in formato ebook) è un romanzo noir ambientato a Gallarate, incentrato sulla figura della ventiquattrenne Mia.
«Nella grigia e piovosa provincia lombarda, in nome dell’amore, dell’amicizia, dell’affetto paterno, c’è qualcuno che possa considerarsi innocente? È notte fonda quando Mia arriva al belvedere, il suo posto segreto. È stata una giornata pesante nell’azienda in cui è stagista: per la prima volta ha discusso con Alba, la manager bella e carismatica che è il suo unico punto di riferimento. Non è nemmeno riuscita a restituirle il ciondolo a forma di serpente che ha trovato nel bagno dell’ufficio. Per di più il suo posto preferito è occupato da uno sconosciuto: un cinquantenne niente male e all’apparenza innocuo di nome Valerio. Il giorno dopo, però, di Alba in ufficio non c’è traccia, la donna è sparita nel nulla. Mentre Mia si scopre sempre più attratta da Valerio, che riappare casualmente nella sua vita, il mistero sulla scomparsa di Alba si infittisce. Per Mia il peso del ciondolo diventa sempre più insopportabile, le spire di quel serpente sembrano abbrancare tutti coloro che gli si avvicinano». (Sinossi da http://narrativa.giunti.it)

Buona lettura!

Nell’immagine di copertina, Sara Simoni durante la cerimonia per l’assegnazione della Civica Benemerenza da parte del comune di Samarate nel 2014.