A Natale le librerie si affollano; la saggezza popolare, infatti, ci insegna che regalare un libro è sempre un’idea vincente.
Ma lo è davvero? In linea teorica sì e siano benedetti i libri, ma in alcuni casi può rivelarsi una grandissima fesseria. Non sempre, infatti, si tiene conto dei gusti del destinatario e spesso si comprano libri un po’ a casaccio, ottenendo come unico risultato un risolino isterico al momento dell’apertura del pacco e un sicuro accantonamento – se non un riciclo – dell’indesiderato tomo.
Qui di seguito ci sono alcuni consigli mirati, perché, se allo zio Arturo piace ridere, è del tutto inutile rifilargli Il dottor Živago o l’ultima novità strappalacrime solo perché è in bella mostra sul primo scaffale della libreria e noi ci siamo innamorati della copertina. Quella magari compriamola per noi, come piccola gratificazione personale da leggere dopo essere sopravvissuti alla tombolata con i parenti.

– Se allo zio Arturo piace ridere, dicevo, Francesco Muzzopappa con Affari di famiglia (Fazi Editore, 220 pagine, 14.50 euro) è l’uomo che fa per lui (e per voi).
«Algida, sarcastica e decisamente snob, la contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, discendente diretta dell’ultimo grande casato torinese, potrebbe trascorrere le sue giornate addentando deliziose frolle fresche di pasticceria e sorseggiando coppe di champagne millesimato. Si ritrova invece a mangiare Gocciole e pessimo gelato da discount per colpa di una crisi economica che ha colpito persino la sua famiglia, costringendola a vendere proprietà, pignorare mobili e decimare il personale. A servizio, ormai, è rimasto solo Orlando, maggiordomo con la forte passione per le poesie di William Blake, devoto e sempre presente. Nel momento in cui un’intera generazione di trentenni cerca di rottamare la gerontocrazia al potere, Emanuele, il figlio della contessa, tanto bello quanto cretino, concorre a prosciugare il misero conto in banca di famiglia portando il casato al collasso. Prossima ormai alla bancarotta, Maria Vittoria decide di salvare il suo patrimonio e la sua villa. Per riuscirci è disposta a tutto, persino a organizzare un sequestro di persona. Il suo». (Sinossi da www.fazieditore.it)

– Se avete un’amica difficile, di quelle che al ristorante fanno sempre problemi, o un amico schizzinoso che “no, io questo non lo mangio manco morto”, la cura per allargare i loro orizzonti esiste e si chiama Il viaggio di un cuoco (Universale Economica Feltrinelli, 289 pagine, 8.50 euro) di Anthony Bourdain.
«Un libro divertentissimo, tutto da gustare. Un viaggio dei cinque sensi, alla ricerca del “pasto perfetto”. Celebrato autore dell’ormai famoso Kitchen Confidential, libro di culto sulle cucine dei più grandi ristoranti di New York, Anthony Bourdain si dà al viaggio, interpretandolo naturalmente in chiave gastronomica. Abbandonato il posto di comando alla Brasserie Les Halles di New York, l’eclettico cuoco si muove alla ricerca di un cibo eccelso, perfetto, o quasi. Guida impareggiabile, Bourdain è vivace, curioso, irriverente e trascina con sé il lettore in una serie di situazioni insolite che hanno come sfondo il Giappone, il Messico, la Cambogia, la Russia, la West Coast. Avvincente, sarcastico, irresistibile». (Sinossi da www.feltrinellieditore.it)

– Per gli amanti dei libri che fanno pensare, che costringono a farsi domande scomode, che parlano dell’amore in tutte le sue sfaccettature, anche quelle che non vorremmo vedere, c’è Javier Marías con Gli innamoramenti (Einaudi Super ET, 328 pagine, 12 euro).
«Luisa e Miguel sono la coppia perfetta: María Dolz, che lavora in una casa editrice di Madrid, da anni li osserva ogni mattina al caffè e dal quel rapporto fatto di sincera tenerezza e profondo affetto trae la forza per affrontare la propria assai meno perfetta vita privata e sentimentale, ma anche la insopportabile vanità dei suoi autori: «Auguravo loro tutto il bene del mondo, come ai personaggi di un romanzo o di un film dei quali si prendono le parti sin dall’inizio». Un giorno la donna scopre però che Miguel Desvern è stato ucciso, brutalmente accoltellato dal custode di un parcheggio, un balordo che vive in un’automobile. Dopo qualche tempo, María avvia una storia con Javier Díaz-Varela, il migliore amico del defunto, ma intuisce subito che questi è perdutamente innamorato della vedova: la morte di Miguel Desvern, all’apparenza casuale e inutile, le si presenta così sotto una nuova luce. La protagonista – per la prima volta in Marías una donna, altrettanto riflessiva, dubbiosa, forse cinica dei suoi predecessori maschili – capisce via via ciò che il lettore di questo noir metafisico comprende da subito: che la storia è molto più complicata di quanto possa apparire. Dov’è la verità se di un avvenimento vengono proposte versioni sempre diverse, se appaiono inafferrabili persino i nostri pensieri, i nostri sentimenti, le nostre passioni? Cos’è l’amore se non la giustificazione per qualsiasi nostro atto, dal più nobile e altruistico al più scandaloso e deprecabile? Interrogativi e dubbi che in ultima analisi non troveranno soluzione perché raramente la lingua umana è in grado di agire in funzione della realtà e il più delle volte è solo strumento di continue, ulteriori mistificazioni». (Sinossi da www.einaudi.it)

A voi la scelta!