San Valentino – festa amata, festa odiata – si avvicina con la sua scia di cuori, fiori, cioccolatini, pupazzi, tenerezza e kitsch rosso fuoco. Si celebra l’amore, quello con la A maiuscola, quello con la a minuscola, quello folgorante, quello un po’ appannato ma solido, quello che fa trepidare la ragazzina e la sognatrice, quello che fa sbuffare con indulgenza la donna adulta quando il suo compagno ne combina un’altra delle sue.
L’amore ci circonda e San Valentino ce lo ricorda con un’insistente, ma benevola, arroganza. Si può scappare? Sì, ad esempio adottando la rodata tecnica del chiodo scaccia chiodo: si prende un libro con una storia d’amore e ci si dimentica di tutto ciò che, circondato da cuoricini di pizzo e tulle, ci viene imposto dall’esterno.
Ecco alcuni suggerimenti:

– Per gli amanti delle storie lievi La delicatezza di David Foenkinos (Edizioni e/o, 196 pagine, 9 euro in formato tascabile) è il libro perfetto.
«Passava di lì, lei lo aveva baciato senza pensarci. Ora si chiede se ha fatto bene. È la storia di una donna che viene sorpresa da un uomo. Sorpresa davvero.
Freschezza, lievità, umorismo e fantasia sono i tratti di questo romanzo che ne hanno decretato il sorprendente successo presso il pubblico francese. L’autore riesce magicamente a trasformare il dolore e la volgarità in poesia e sorriso. Nathalie vive un grande amore, seguito da un tragico evento, e solo quando scoprirà un amore lì dove meno se lo sarebbe aspettato, in un essere divertente e delicato, inizierà timidamente a riaprirsi alla vita. Proprio di delicatezza aveva bisogno Nathalie in questa fase della sua esistenza. È davvero straordinaria la capacità di David Foenkinos di penetrare nell’animo femminile e nelle sfumature dei sentimenti. Il romanzo è il racconto di una storia d’amore sublime che vola al disopra delle bassezze umane. Dolcissimo». (Sinossi da www.edizionieo.it)

Romanzo rosa di Stefania Bertola (Einaudi, 208 pagine, 13 euro) parla invece di chi, le storie d’amore, le vuole scrivere.
«Per scrivere un romanzo rosa in una settimana ci vogliono otto giorni, ha detto la signora Leonora Forneris, posando la borsetta lilla sul tavolo. Poi ci ha guardati come per dire: non voglio sentire risatine, e in effetti nessuno ha ridacchiato, siamo rimasti lì come quindici pesci muti, noi iscritti al laboratorio Come scrivere un romanzo rosa in una settimana (…). Mentre parla, passa fra noi distribuendo a ciascuno dei fogli. Poi torna al suo posto e sta zitta, mentre noi leggiamo. Non ho mai visto nessuno stare zitto in modo tanto denso. Non si limita a non parlare, è come se emanasse silenzio, voglio dire, normalmente il silenzio è una cosa passiva, l’assenza di parole o suoni, il silenzio di Leonora Forneris, invece è attivo, è sostanzioso, come una schiuma, ecco, sì, è come se da lei uscisse una schiuma di silenzio. E avvolta in quella schiuma, leggo». (Sinossi da www.einaudi.it)

– Infine qualcosa di completamente diverso: Amélie Nothomb e il suo Attentato (Voland, 128 pagine, 12 euro)
«Epiphane Otos è di una bruttezza straziante e associa alla sua deformità una totale assenza di principi morali. Solo una cosa fatalmente lo attrae: l’angelica bellezza femminile. L’incontro con l’affascinante Ethel sembra far breccia nell’animo di Epiphane. Ma quando la ragazza s’innamora di un artista sciocco e privo di scrupoli, il dramma di questo moderno Quasimodo esplode in tutta la sua violenza. Umorismo spietato e finale inatteso per una moderna favola sull’amore impossibile che ci racconta anche di una società attenta solo alle apparenze». (Sinossi da www.voland.it)

Buona lettura!

Nell’immagine di copertina La Délicatesse di Stéphane e David Foenkinos.