Il libro breve ha degli indiscutibili vantaggi, primo fra tutti quello di essere leggero. E il peso, per gli amanti della carta, è un fattore da non sottovalutare: un conto infatti è portarsi nella borsa un tomo da dieci chili, un altro infilare nello zaino un volumetto sottile di un centinaio di pagine.
Il libro breve, quindi, può essere una scelta molto pratica; a volte addirittura è quasi una necessità, soprattutto quando si viaggia o ci si sposta con i mezzi pubblici.
Ecco un paio di suggerimenti:

Acqua in bocca di Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli (Minimux Fax, 108 pagine, 4.90 euro).
«Il commissario Salvo Montalbano incontra l’ispettrice Grazia Negro in un gioco, un esperimento, una collaborazione letteraria senza precedenti: i due re del giallo italiano contemporaneo, entrati in contatto durante le riprese del documentario A quattro mani, uniscono le forze e regalano ai lettori una storia che vede protagonisti i loro personaggi di maggior successo. A metterli in contatto è un insolito omicidio in cui la vittima viene ritrovata con un pesciolino in bocca: il caso è nelle mani di Grazia Negro, che, resasi conto di non trovarsi di fronte a un delitto di ordinaria amministrazione, chiede aiuto al collega siciliano. Un romanzo dalla struttura insolita e non convenzionale: un collage di lettere, biglietti, ritagli di giornale, rapporti e verbali, pizzini che fanno rocambolescamente la spola fra i due detective, stimolando e accompagnando il lettore nella ricostruzione dell’indagine, che si conclude con un finale mozzafiato. Una jam session fra due narratori geniali che si divertono a far interagire il loro immaginario e il loro stile, una lettura unica per gli amanti del poliziesco e del noir. Gli autori hanno scelto di devolvere i proventi derivati dai diritti d’autore per sostenere progetti di beneficenza». (Sinossi da www.amazon.it)

Volo 23 di Simone Celli (David and Matthaus, 124 pagine, 13.90 euro). Per i non addetti, il 23 del titolo è uno dei più amati tram milanesi.
«Il tram non attraversa gli incroci. Li crea. Il tram è un regno popolato da occhi senza semaforo, che s’incontrano e si scontrano senza obbligo di sosta. Il tram è un luogo di passaggio, dove c’è chi osserva e chi viene osservato. Il tram è il palcoscenico da cui la vita va in scena, con la morte che non vuol essere da meno». (Sinossi da www.amazon.it)

Buona lettura!

Nell’immagine di copertina Volo 23 di Simone Celli.