“A book is really like a lover. It arranges itself in your life in a way that is beautiful.” (Maurice Sendak)

I libri sono oggetti d’amore. Ciascuno di noi, soprattutto se accanito lettore, ha scandito le sue fasi di vita con uno di loro in mano. Alcuni sono stati la nostra colonna sonora, come se quello scrittore avesse raccontato sempre qualcosa di noi e avesse messo in parole scritte quello che avevamo sempre pensato.

Perché in fondo che cos’è uno scrittore, se non qualcuno che trova le parole giuste per dire quello che noi non saremmo riusciti a esprimere con la stessa chiarezza, lucidità ed emozione?

Magari lo scrittore voleva raccontare tutt’altro, ma diceva Guccini che “forse il peccato è creder speciale una storia normale”. Allora ben venga il peccato, se questo è riuscito a farci sentire piccoli di fronte alla grandezza di tanto e ad avere un attimo di comprensione e consolazione in un libro. Questo vale anche per quei libri che ci hanno fatto ridere, divertire e distrarre. Loro hanno pianto e riso con noi, come dire che noi abbiamo pianto e riso con loro.

Avere una libreria in casa è anche questo. È un piccolo scrigno dei nostri ricordi e dei nostri pensieri che ritornano, se vogliamo farli ritornare, o rimangono lì nel loro cantuccio, se quelle sensazioni non vogliamo farle riemergere.

Alcune volte si arriva anche alla follia di prendere un libro in biblioteca, leggerlo e poi comprarlo. Oppure animiamo case nuove solo con alcuni libri, vuoi per questione di spazio, e li selezioniamo con cura come fossero amici cari. E uno non si spiegherebbe il perché, se non fosse che in realtà abbiamo voglia che quel pezzo di vita, che in un momento si manifesta sotto forma di libro, rimanga lì davanti a noi e ci ricordi la sua presenza, la sua sostanza, le sue parole. Basta anche solo vederne la costa con il titolo per avere un fulmineo pensiero.

Detto questo, lungi da me essere una feticista del libro. Io loro, povere stelle, li tratto malissimo. Li scaglio con noncuranza in borsa, mangio con loro accanto, li macchio con il succo di pera come una 4enne, li lascio in balia delle unghie del mio gatto (che però non li trova succulenti per gingillarsi), ci riverso addosso i vestiti e li abbandono sul piano cucina a portata di schizzo d’acqua, li metto nel mio backpacker strizzati tra 3 miliardi di altre cose.

Ricordo poi, durante l’università, le molte volte in cui il Rocci (stimato vocabolario Greco-Italiano) tentò il suicidio gettandosi a capofitto dalla scrivania, per poi giacere abbandonato e dimenticato al suolo (ero un filo arrabbiata con lui). Oppure i momenti in cui le nobili edizioni Scheiwiller, malloppazzi incredibili, diventarono dei formidabili alzapiedi (pezzi di vita rifiutata).

Ma questo è amore, lo diceva anche Catullo con il suo “odi et amo”.

All’inizio provavo a fare la metodica nel disporre i libri, ma poi, e non ricordo bene quando esattamente, ho rinunciato e ho deciso che anche con loro mi dovevo comportare con naturalezza e spontaneità. In fondo, magari mi sbaglierò, forse tutti hanno adottato questo comportamento con i libri ed è proprio per questo che una libreria, non solo per i libri che contiene (ovvero l’aristotelica sostanza), ma anche per la disposizione che le diamo (ovvero l’aristotelica forma), parla un po’ di noi.

Ed è per tutti questi motivi che vi voglio presentare i blogger di Paper Project, farvi vedere le loro librerie e farvi per un attimo immaginare il loro mondo.

 

Una libreria d’amore di Chiara Fornari

Ada o ardore di Vladimir Nabokov

“Perdi la tua immortalità quando perdi i tuoi ricordi”.

Suite francese di Irène Némirovsky

“L’attesa è erotica”.

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Ciak Walt Disney Studios.

 

La libreria profumata di Paola Toia

Le ceneri di Angela (in inglese) di Francis “Frank” McCourt

“Tra parentesi devo congratularmi con me stesso per non aver mai perso la capacità di farmi un bell’esamino di coscienza. Ho il dono di sentirmi inadeguato e in difetto. Perché temere le critiche, quando il primo a sparare a zero sono io? Vinco la gara a mani basse. Raccogliete le scommesse”.

I love shopping di P. J. Hogan

“Quelle splendide ragazze non avevano nemmeno bisogno dei soldi, ma avevano tutte una carta magica…”.

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Il profumo di lavanda.

 

La libreria ballerina (vedi Flashdance) di Francesca Bello

L’arte di correre di Haruki Murakami

“Il dolore è inevitabile. La sofferenza è opzionale”.

La breve favolosa vita di Oscar Wao di Junot Díaz

“Poi guardi lei e fai un sorriso che la tua faccia ricorderà fino al giorno in cui morirai. Baby, dici, baby, questa è parte del mio romanzo”.

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Il vinile di Flashdance.

 

La libreria rincicciata di Morena Rossi

Domani nella battaglia pensa a me di Javier Marías

“Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa. Che io pesi domani sopra la tua anima, che io sia piombo dentro al tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia. Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori”.

Le interviste impossibili di Giorgio Manganelli (qui mi permetto una citazione non dal libro, ma calzante con i libri)

“Un libro non si legge; vi si precipita; esso sta, in ogni momento, attorno a noi. Quando siamo non già nel suo centro, ma in uno degli infiniti centri del libro, ci accorgiamo che il libro non solo è illimitato, ma è unico. Non esistono altri libri; tutti gli altri libri sono nascosti e rivelati in questo. In ogni libro stanno tutti gli altri libri; in ogni parola tutte le parole; in ogni libro, tutte le parole; in ogni parola, tutti i libri. Dunque questo «libro parallelo» non sta né accanto, né in margine, né in calce; sta «dentro», come tutti i libri, giacché non v’è libro che non sia «parallelo»”.  Da Pinocchio, un libro parallelo

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Extra

Buddha in busto, non in persona.

 

La libreria animata di Silvia Pusceddu

Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams

“Il presidente, in particolare, è soltanto un prestanome: non esercita in effetti il benché minimo potere. È sì scelto dal governo, ma le qualità che deve dimostrare di avere non sono quelle tipiche del leader: la sua fondamentale qualità è saper provocare scandali. Per questa ragione scegliere un presidente non è facile: bisogna saper scegliere una persona che sappia provocare il furore della gente, ma che sia in grado di affascinarla. Il suo compito non è esercitare il potere, ma stornare l’attenzione della gente dal potere stesso”.

Racconti di una solitudine insonne del Subcomandante Marcos

“Noi siamo dispiaciuti per l’inconveniente, ma questa è una rivoluzione”.

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Tra i pochi (come vedete), la talpa peluche sullo sfondo, la cicogna con parrucchino scaffale secondo dall’alto, Tigro.

 

La libreria felina di Elena Bortot

Design e comunicazione visiva di Munari

“Il sogno dell’artista è comunque quello di arrivare al Museo, mentre il sogno del designer è quello di arrivare ai mercati rionali”.

I misteri dell’alfabeto di Marc-Alain Ouaknin

“La società umana, il mondo, l’uomo nella sua interezza stanno dentro l’alfabeto… L’alfabeto è una sorgente”.

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Il gatto Lillo in felina persona a sovrintendere.

 

La libreria seriale di Sabrina Zambotti

Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin (da cui è stato tratto Game of Thrones)

“Un lettore vive mille vite prima di morire, dice Jojen. L’uomo che non legge mai ne vive una sola”.

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Il totoro a protezione e l’omino di marzapane sulla destra.

 

La libreria popolosa (presenze estranee alla carta) di Serena Cappelli

Kiss Kiss di Roald Dahl

“Una persona che ha buoni pensieri non può mai essere brutta. Si può avere uno strano naso e una bocca storta e il doppio mento e denti in fuori, ma se si hanno buoni pensieri questi brilleranno dal vostro viso come raggi di sole e vi faranno sembrare sempre bella”.

Big Fish di Daniel Wallace

“La fine è sempre una sorpresa”.

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Qualsiasi cosa in serie, neanche fosse il catalogo delle specie di linneana memoria. Vedi matrioske, gattini, pupazzetti vari.

 

La libreria itinerante, ma con gusto di Sharon Sala

Guida della Sicilia

“Allora incontro ti verran le belle | Spiagge della Trinacria isola, dove | Pasce il gregge del Sol, pasce l’armento” (Odissea).

Fotografia digitale Step by step di Tom Ang

Tra i 10 libri di fotografia più venduti di sempre.

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I mitici pizzini tra i libri.

 

La libreria estemporanea di Chiara De Luca

Fango di Niccolò Ammaniti

“In programma quella sera c’era la megaspinellata di capodanno e il concerto degli Animal Death. Ma quel gruppo gli stava profondamente sulle palle. Dei fottuti integralisti vegetariani. Il loro gioco preferito era tirare braciole crude e bistecche grondanti sangue sulla platea”.

Memorie di una geisha di Arthur Golden

“Una storia come la mia non andrebbe mai raccontata, perché il mio mondo è tanto proibito quanto fragile, senza i suoi misteri non può sopravvivere. Di certo non ero nata per una vita da geisha, come molte cose nella mia strana vita, ci fui trasportata dalla corrente”.

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Un telefono vintage (che le invidio tantissimo).

 

La libreria culinaria di Alessandra Isacco

La mia cucina naturale di Jamie Oliver

“Ragazzi, questo è stato il mio anno migliore per quanto riguarda il lavoro! Mi sono divertito un sacco a cucinare perché ho preso ispirazione da ciò che spuntava nel mio orto. Che gioia vedere il giardino trasformarsi giorno dopo giorno e sapere che lì fuori, per tutto l’anno, ci sarebbero state cose squisite pronte per essere raccolte. Mi è stato anche d’ispirazione per inventare ricette nuove e buonissime per questo libro, che infatti non ha la classica suddivisione tematica o per portate ma segue l’ordine d’apparizione degli ingredienti cresciuti nel giardino!”.

Delizie divine (come diventare una dea in cucina) di Nigella Lawson

“Non credo sia possibile cucinare davvero se non vi piace mangiare”.

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La disposizione in stile tavolozza dei Caran d’Ache. Quando si dice il gusto (non solo in cucina)!

 

La libreria viola (per le sfumature del rosa) di Nadia Ferrigo

Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini. Per inciso, #twitteratura lo ha lanciato da poco con gli hashtag #scritti #corsari.

“Ho sempre pensato, come qualsiasi persona normale, che dietro a chi scrive ci debba essere necessità di scrivere, libertà, autenticità, rischio. Pensare che ci debba essere qualcosa di sociale e di ufficiale che «fissi» l’autorevolezza di qualcuno, è un pensiero, appunto aberrante, dovuto evidentemente alla deformazione di chi non sappia più concepire verità al di fuori dell’autorità”.

PS: Questa citazione la dedico ai blogger!

La versione di Barney di Mordecai Richler

“Ebbro? Intendi sbronzo? Ovvio che sono sbronzo. Sono le quattro del mattino”.

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La libreria fashion in giallo di Rossella Malaguarnera

Parti in fretta e non tornare di Fred Vargas

“Le dirò una cosa: non mi piacerebbe incontrare Dio per strada in piena notte”.

Predicatore di Camilla Läckberg

“Era come se improvvisamente gli fosse stato ricordato quanto era pericoloso il mondo là fuori e quanto malvagie o folli potessero essere le persone. Si chiedeva come avrebbe fatto a proteggere un figlio da tutto questo”.

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L’American Library di un runner di Cristiano Girola

Il teatro di Sabbath di Philip Roth

“In quanta stupidità dobbiamo calarci per giungere alla nostra meta, quali sconfinati errori bisogna saper commettere! Se qualcuno te lo dicesse prima, quanti errori dovrai fare, tu diresti no, mi spiace, è impossibile, trovatevi qualcun altro; io sono troppo furbo per fare tutti quegli errori. E loro ti direbbero, noi abbiamo fede, non preoccuparti, e tu diresti no, niente da fare, avete bisogno di uno molto più coglione di me, ma loro ripeterebbero che hanno fede in te, che tu ti trasformerai in un coglione colossale mettendoci un impegno che neanche ti immagini, che farai sbagli di una grandezza che neanche li sogni… perché è l’unico modo di giungere alla meta”.

Brevi interviste con uomini schifosi di David Foster Wallace

“Succedono cose davvero terribili. L’esistenza e la vita spezzano continuamente le persone in tutti i cazzo di modi possibili e immaginabili”.

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Una bicicletta che non sta sugli scaffali.