Non mi basta disegnare, inventare, progettare e riciclare, trovare idee e foto su Internet che poi trasformo (a volte miglioro, a volte semplifico per adattare alle mie necessità) e costruire con qualsiasi materiale a mia disposizione. Ci sono discipline con le quali non posso improvvisarmi e non avevo agganci che potessero svelarmi il mistero di quel dispositivo incredibile: la macchina per cucire. Così mi sono messa a cercare e a Milano ho scoperto un luogo meraviglioso…

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Mi sono iscritta alla prima lezione che costituisce la Patente B (base) insieme a una mia amica con cui studio danza perché “non si sa mai che per il saggio torni utile saper attaccare due pezzi di stoffa” ed è scoccata la scintilla. Entri in questo negozio-laboratorio-museo e vorresti avere mille occhi per non lasciarti sfuggire nessun particolare: dalle bellissime creazioni artigianali nella prima sala alle macchine per cucire disposte sui tavoli da lavoro fino ai blocchi da stampa antichi esposti nel retro (ma è giusto precisare che tutti gli strumenti presenti in negozio, compresi i blocchi da stampa della Zucchi Collection, possono essere utilizzati per qualsiasi realizzazione in autonomia o sotto la loro guida). In pratica entri e non vorresti andartene prima di aver provato tutto!

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Per i 30 anni ho deciso quindi di farmi regalare dai miei genitori una macchina per cucire nuova fiammante (in famiglia nessuno ne aveva una, ma io adoro essere apripista) e di iscrivermi subito ai due incontri successivi che costituiscono la formazione base. In realtà c’è anche la geniale possibilità di noleggiare fuori dalle ore del corso una macchina da cucire che comprende l’uso degli attrezzi (forbici, aghi, fili) e sarebbe la soluzione ai miei problemi di spazio, ma è noto che mi faccio prendere dall’entusiasmo.

Le insegnanti sono vivaci e disponibili. Si impara come a bottega: prima si osserva e poi si ripete l’operazione dalla propria postazione. Ovviamente si è seguiti durante tutta la durata dell’incontro e se vai nel panico o riesci misteriosamente a ingarbugliare tutti i fili, accorrono in tuo soccorso. Alla fine dei tre incontri ho acquisito le nozioni di base e realizzato, con i tessuti messi a disposizione da loro, una bellissima shopper che ho portato a casa e che sfoggio con grande fierezza.

Per dimostrare a tutti gli increduli che l’avevo veramente realizzata io (con la loro guida) ho ripetuto a casa il procedimento e ho realizzato anche una seconda borsina più piccola con tessuti di recupero che è comodissima per portare libro e acqua con me senza sovraccaricare le mie già ingombranti borse.

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Oltre a questo ci sono tantissimi corsi e attività: il corso di cucito a macchina avanzato, quello di cucito a mano, le lezioni individuali, il corso di tintura naturale e quelli di stampa su tessuto (sono stata preda di un attacco da shopping compulsivo quando ho trovato in vendita a partire da 5 euro i blocchi da stampa in legno intagliato a mano, splendidi anche come soprammobili!) oltre a workshop ed eventi organizzati anche con insegnanti esterni.

So di essere la solita tentatrice, ma consiglio almeno ai lettori di Milano di farci un salto: trovate L’Hub a Milano in Ripa di Porta Ticinese 69.