Il box è arrivato e l’ho tenuto chiuso per qualche giorno nell’attesa che partisse ufficialmente il progetto: in casa eravamo tutti curiosi di sapere cosa ci fosse dentro!
Fino a quando non è stato aperto, i miei piani sul progetto #StoriadiStile erano ben diversi.

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Tuttavia, una volta scoperti i prodotti che i signori Leroy e Merlin mi avevano destinato, mi si è accesa una lampadina. Li avrei utilizzati per mettere le mani su un ambiente che fino a quel momento utilizzavo poco e che aveva decisamente bisogno di essere rivoluzionato, una zona del mio studio che da tempo volevo diventasse un angolo relax. Forse il mio Leroy mi aveva letto nel pensiero e voleva infondermi un po’ di coraggio!

Si dice che il calzolaio vada in giro con le scarpe rotte e in effetti, guardandomi in giro, non potevo non pensare che ciò che avevo intorno non mi rappresentava affatto, e che non era tanto meno un bel biglietto da visita. Io credo molto nei segni del destino, e questo lo è stato. Perché se Leroy mi avesse inviato per esempio uno scatolone con oggetti e prodotti di tendenza etnica, avrei allestito il mio angolo di stile in un altro luogo. Invece al calzolaio era stato inviato ciò che gli serviva per aggiustare le sue scarpe!
Era deciso! Il mio angolo di stile sarebbe stato l’open space situato al piano giardino che i miei genitori mi hanno messo a disposizione per dare sfogo alla mia grande passione: dare una nuova vita agli oggetti del passato a cui nessuno vuole più dare una chance. Una passione che forse ho nel mio dna. Del resto ho cominciato a bazzicare per i mercatini di “robe vecchie” da quando ho cominciato a camminare, ho vissuto in case con una moltitudine di oggetti e arredi che toccavano tutte le epoche e, fin da bambina, ho provato l’emozione di partecipare alle aste d’arte più belle.

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Pittura e pennelli, cuscini e tende, lampada e carta da parati di ispirazione industriale sarebbero stati gli strumenti per ripulire e personalizzare una zona living inserita in un ambiente di lavoro di chiaro stampo moderno, luogo dove la mia passione per l’arte, il design, l’antiquariato, la creatività, l’arredamento e l’oggettistica per la casa trova sfogo tutti i giorni. Uno spazio aperto essenziale ed equilibrato, vissuto e consumato, a cui dare ordine e un tocco di calore.

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Volevo che lo stile essenziale, minimale e senza eccessi di colore rimanesse un punto fermo, ma che si spezzasse la monotonia tipica di questa tendenza, senza altresì incorrere nel pericolo di creare un ambiente freddo e per nulla accogliente.

Il primo passo doveva prevedere l’utilizzo dell’idropittura murale Luxens grigio sasso, perché era il prodotto che avrebbe avuto la necessità di almeno 2 ore per asciugarsi. La pittura grigia poteva essere utilizzata per dare enfasi alla cappa del camino, ma diversamente ho deciso di utilizzarla per dare una nuova vita a una cornice di legno di poco valore: con pennellate veloci le ho dato una finitura materica, opaca, grezza, che fosse lontana da un aspetto plastico.

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Messa ad asciugare la cornice, sono passata a posizionare la carta da parati motivo Cornici sopra alla cappa del camino. Una carta che con le sue decorazioni da un tocco di movimento all’eccessiva linearità dell’ambiente.

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Un punto luce da posizionare sul piano a lato del camino era necessario. La lampada da tavolo Orbit, con le sue gambe in legno naturale e il suo paralume in tessuto grigio si assembla in meno di 1 minuto (per la gioia degli anti-Ikea) ed è un oggetto dall’allure leggero e delicato che starebbe bene anche in una cameretta romantica.

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L’ampia finestra è stata vestita dalle moderne tende Archi nero, che in realtà sono grigie. Sono tende semi trasparenti dalla finitura metallica che, confezionate, hanno un’aria pesante, ma che in realtà, una volta appese davanti alla finestra, risultano leggere e lasciano filtrare la luce creando un vedo-non vedo.

Via le sedute demodè, il tappeto in cocco, libri sono in ordine nella libreria, la legna è posizionata nel vano sottostante al camino, che è stato pulito, mentre nel focolare ho inserito ceri bianchi profumati di varie forme e misure, da accendere per creare atmosfera e profumare l’ambiente.
Finalmente ho anche trovato posto a una lampada da terra ad arco, che fino ad oggi non aveva una collocazione ideale.
Ci siamo quasi!

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Ho posizionato la cornice vuota sopra al camino in un punto volutamente non centrale ma quasi casuale, un fiore colorato in una vaso bianco, una pianta voluminosa ma leggera come un semplicissimo Ficus Benjamin (che stranamente sopravvive al mio pollice nerissimo), un grosso tappeto in lana su cui appoggiare i cuscini Motivo Legno e quello nero, e un tavolino in plexiglass trasparente su cui appoggiare gli oggetti in uso e… tutto è pronto!

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Ringrazio il mio Leroy e la sua signora Merlin che mi hanno dato la possibilità, ma soprattutto la voglia di “prendere il toro per le corna” e risolvere un progetto che rimandavo da tempo.
Adesso ho uno spazio comodo per leggere, scrivere, documentarmi, e rifugiarmi.

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