Cercate un rifugio per dimenticare il caos della Milano da vivere di corsa? Siete golosi ma anche curiosi? Volete provare concetti nuovi di pasticceria e caffetteria? Abbiamo scoperto un luogo che sicuramente farà al caso vostro!

Stiamo parlando della pasticceria Tre Chicchere di Via Boltraffio 12, nel cuore del quartiere Isola. Un luogo appartato, rilassante, in cui sperimentare con tranquillità la cultura dell’innovazione nel mondo della caffetteria e della pasticceria. In questa breve intervista a Elena Careddu, co-fondatrice del locale, cerchiamo di fare luce sul mix di tradizione e modernità che anima un retail concept divertente, gustosissimo e tutto da scoprire.

Come descriveresti le Tre Chicchere?

“Innanzitutto le Tre Chicchere sono Ida, Noemi ed Elena. Siamo una famiglia: mia madre, mia sorella e io. La pasticceria non è altro che il risultato del mix dei nostri percorsi personali, del nostro gusto, delle nostre esperienze e delle nostre professionalità. Mia madre ha lavorato per anni come direttore amministrativo, mia sorella, dopo la Marangoni, ha iniziato come stylist a Londra per diventare pasticcera alla CAST Alimenti e io ho vissuto tra la caffetteria, l’organizzazione di eventi culturali, il teatro e la banca le mie recenti esperienze di studio e di lavoro. Il sogno che sta dietro le Tre Chicchere è quello di lavorare insieme per creare qualcosa di nuovo, qualcosa di particolare. Dal punto di vista del gusto, soprattutto, attraverso associazioni innovative di tradizione e modernità nel mondo della caffetteria e della pasticceria”.

Quanto tempo ci è voluto per creare le Tre Chicchere?

“Questo locale è stato creato in due anni. Un tempo lungo, certo, ma dedicato a studiare, scegliere e ragionare. Noi volevamo che ogni componente, ogni parte del locale fosse selezionata esclusivamente da noi. Questo perché volevamo fare del locale la nostra seconda casa, per permettere a chi ci viene a trovarci di avere la sensazione di essere in un luogo speciale, un ambiente pensato su misura. Noi vogliamo che le Tre Chicchere diventi un punto di riferimento per la nostra clientela, un luogo di scambio culturale e un punto d’incontro. L’idea è che la nostra pasticceria non deve essere solo un centro di consumo, ma deve diventare anche un luogo deputato ad arricchire la nostra clientela e la zona che ci ospita. Da qui, ad esempio, la nostra iniziativa di bookcrossing per bambini oppure le letture in gruppo di fiabe sulla base delle richieste dei più piccoli. Per i più grandi, invece, organizziamo eventi in collaborazione con il Teatro Fontana in cui offriamo aperitivo e biglietto per il teatro a prezzi vantaggiosi, ma proponiamo anche degustazioni, brunch e molto altro ancora!”.

Quali sono le vostre specialità, con quali squisitezze volete tentarci?

“Il nostro menù è studiato interamente da mia sorella Noemi. Tutta la nostra esposizione di pasticceria è prodotta artigianalmente nel nostro laboratorio, in cui mia sorella cerca di reinventare le materie prime dell’eccellenza italiana attraverso la sua creatività. Il nostro scopo è quello di abbinare innovazione e qualità, ricerca e tradizione, sperimentazione e gusto. Noi vogliamo che i nostri prodotti, quando vengono offerti al cliente, abbiano una storia da raccontare. Questo perché alcuni dei nostri prodotti non si basano sulle classiche ricette della pasticceria italiana, ma sono frutto di ricerca e sperimentazione: ad esempio i nostri quadrotti cremosi al caffè e mandorla (li abbiamo provati e sono eccezionali, ndr). La cura che mettiamo nella nostra produzione deve essere provata su strada, non può essere solamente raccontata. E questo discorso vale anche per i nostri brunch, per i nostri pranzi e per gli aperitivi. Grande cura per i dettagli e per le materie prime, in un mix delizioso di tradizione, qualità e innovazione”.