Piacevolissima sorpresa questo horror di Rob Zombie, in questi giorni nelle sale. Gli anni ’60 e ’70 dell’horror e del thriller sono oggi superati? Nonostante il dileggio di molti neofiti (e persino di alcune irriverenti parodie) non si direbbe…

Titolo originale: The Lords of Salem
Produzione: Stati Uniti d’America, Regno Unito, Canada
Anno: 2012
Durata: 101 min
Genere: Horror, Thriller
Regia: Rob Zombie

Tema molto semplice, ispirato ad un fatto storico noto come Processo alle streghe di Salem. Cito da wiki:Il processo alle streghe di Salem inaugurò nel 1692 in Nordamerica l’inizio di una serie di persecuzioni, accuse ed esecuzioni capitali per il presunto reato di stregoneria. La caccia alle streghe iniziò nel New England nel villaggio di Salem (oggi per gran parte appartenente alla città di Danvers). A seguito di tale processo vennero giustiziate 19 persone accusate di stregoneria; 55 fra uomini e donne vennero torturati per aver reso false testimonianze, 150 sospettati furono imprigionati ed altre 200 persone vennero accusate di stregoneria. […]”. Dopo un tale trattamento è inevitabile che nel regno delle tenebre covino desideri di vendetta. L’ideale è rifarsi con una discendente di uno dei grandi inquisitori, perfetto poi che sia donna per poterle far generare un demone.

Rob Zombie, cantante e compositore di “alternative metal” prima che regista, ebbe subito notorietà col suo primo lungometraggio, “La casa dei 1000 corpi” (2003). Fornisce al film delle musiche più che in tema e una di esse sarà il canto evocativo delle streghe. Fa recitare una brava (come attrice) e splendida (fisicamente) Sheri Moon Zombie, sua compagna di vita. Inserisce dei fumetti grotteschi, accompagna col Requiem di Mozart un cerimoniale in salsa gotica sempre con luci da psichedelia, scurisce i sogni macabri di stati mentali a metà tra l’allucinato e l’onirico, propone Sabba con dei nudi incartapecoriti. Rallenta e accelera, vira dal colore a un “terra e nero”, realtà e stregoneria passate e presenti s’intrecciano.

Sheri Moon e Rob Zombie

Il risultato finale, per chi ha amato horror come “I tre volti della paura – Black Sabbath” (1963, Mario Bava), ha il piacevolissimo sapore di un tuffo nel passato, rimordernato ed arricchito con un insieme di rispetto per i Maestri e giuste dosi di originalità. Non cito a caso il film del maestro italiano dell’horror, dal momento che il titolo internazionale del suo film venne scelto come nome da un grande gruppo hard rock del passato, i Black Sabbath appunto, mentre in questo film regna il metal a là Rob Zombie. “Le streghe di Salem” racchiude in un grande cerchio tanto passato ed apre nuovi sbocchi a un genere che spesso rischia, nel volersi distinguere troppo, di ottenere risultati gattopardeschi: cambiare tutto per ottenere nulla. Non gli effetti, ma ancora una magica alchimia di luci, colori, inquadrature e musica a creare il climax desiderato.

le streghe di salem 1

La caccia alle streghe fu una realtà mondiale quindi, a giudicare dai fatti storici. Per quanto ne sapevo io, se attribuito all’America, questo fenomeno per me era sinonimo del triste periodo, ben più recente, noto come Maccartismo. D’altronde le affinità sono tante e non si limitano alla semplice esecuzione di processi sommari. Se andiamo alla radice del problema e pensiamo per un attimo a chi e perché veniva perseguitato, ecco che si accende facilmente una lampadina: forse dava fastidio che qualcuno non si piegasse, aderendovi incondizionatamente, all’ordine costituito? Non il Maccartismo, ma proprio le persecuzioni operate dalle congregazioni cristiane sono ancora oggi motivo d’imbarazzo, al punto che l’Arcivescovo di Ferrara, monsignor Luigi Negri, intende far causa allo stato italiano per non aver vietato ai minori di 18 anni, ma solo a quelli di 14, la visione di questo film da lui giudicato (cito l’articolo) “… un’offesa intollerabile sintomo di una pochezza culturale senza eguali, che potrebbe generare nei più giovani orrende convinzioni nei confronti della tradizione cattolica nel nostro paese che, piaccia o no ai signori del vapore, rappresenta la convinzione di una parte consistente del nostro popolo“.

Serve altro per convincere che siamo di fronte ad un gran bel film? Una regola d’oro del cinefilo è: quando un film stimola voglie di censura al potere DEVE essere visto.

le streghe di salem loca